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E’ corresponsabile di un incidente, e può essere chiamato a rispondere delle sue conseguenze e al risarcimento dei danni, il Comune che lascia una strada in stato pietoso, senza illuminazione e segnaletica e con l’erba alta. A richiamare con forza alle proprie responsabilità sul fronte della sicurezza stradale la Pubblica Amministrazione è la Cassazione, con la sentenza n. 14189/23 depositata il 23 maggio 2023.

 

I familiari di un automobilista vittima di un incidente citano il Comune di Palermo per danni

La vicenda di cui si sono occupati gli Ermellini è tragica, un sinistro nel quale ha perso la vita a Palermo un automobilista a seguito di una rovinosa uscita di strada contro un muretto posto sul lato destro della carreggiata.

La strada dove si era verificato il sinistro era priva di illuminazione e segnaletica

I suoi familiari avevano citato in giudizio il Comune di Palermo per essere risarciti dei danni per la perdita del proprio caro sostenendo che il sinistro si era verificato (anche) a causa delle pessime condizioni in cui versava la strada in questione per le carenze di cura e manutenzione da parte dell’Ente pubblico proprietario e custode della stessa, ed in particolare la scarsa illuminazione, l’assenza di segnaletica adeguata in prossimità della curva pericolosa dove si era consumata la tragedia, oltre che del muro, e persino il fatto che era completamente invasa di cespugli lungo i margini.

I giudici territoriali riconoscono il concorso di colpa al 50 per cento dell’Ente locale

I giudici territoriali, sia in primo che in secondo grado, avevano parzialmente accolto la domanda, arrivando alla conclusione che l’incidente era sì stato causato dalla condotta di guida della vittima, che aveva tenuto una velocità troppo elevata e inadeguata allo stato dei luoghi, pur conoscendo la pericolosità di quel tratto stradale, ma che ne era responsabile in eguale misura, con un concorso di colpa del cinquanta per cento, anche il Comune che avrebbe dovuto tutelare gli utenti della strada ai sensi dell’art. 2051 del Codice civile, ritenendo quindi comprovata la (cor)responsabilità dell’ente custode.

L’amministrazione comunale, che già aveva invano appellato la sentenza di primo grado avanti la Corte d’Appello, la quale aveva confermato la decisione di prime cure, ha dunque deciso di proporre ricorso anche per Cassazione ritenendo che il sinistro fosse da imputarsi integralmente alla disattenzione e al comportamento imprudente del conducente del veicolo, che quindi avrebbe configurato appieno il “caso fortuito” che l’Ente custode deve dimostrare per andare esente da colpe.

Ma la Suprema Corte non ha affatto condiviso tali argomentazioni, rigettando le doglianze, confermando il giudizio di merito e ritenendo dunque responsabili del tragico sinistro in misura paritaria la vittima e l’Amministrazione comunale, che quindi ha avuto un ruolo determinante nella causazione dell’incidente e dovrà rispondere delle sue conseguenze anche sul piano risarcitorio.

La sentenza della Cassazione sottolinea l’importanza di una guida sicura, indipendentemente dalle condizioni della strada, ma allo stesso tempo rimarca la responsabilità degli enti pubblici nel mantenere le strade in condizioni di sicurezza.

Scritto da:

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Dott. Nicola De Rossi

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Categoria:

Incidenti da Circolazione Stradale

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