INFORTUNI SUL LAVORO

INFORTUNIO SUL LAVORO: COSA FARE?

 

Lo sai che ci sono altre voci di danno rispetto a quelle indennizzate dall’Inail in materia di incidente sul lavoro?

 

COME INTERVIENE SPECIFICAMENTE STUDIO 3A?

  • valuta le responsabilità del datore di lavoro;

  • richiede il risarcimento dei danni non rimborsabili dall’Inail e dagli altri enti previdenziali.

 

PERCHÉ RIVOLGERSI A STUDIO 3A PER OTTENERE UN RISARCIMENTO PER UN INCIDENTE SUL LAVORO?

L’incidente sul lavoro o in itinere è una materia complessa, con una normativa specifica che rimanda ai diritti di assistenza da parte dell’Inail, ma anche agli obblighi risarcitori del datore di lavoro per le voci di danno non riconosciute dall’assicurazione pubblica;
spesso il lavoratore infortunato per un incidente sul lavoro si limita a richiedere la liquidazione del danno biologico all’Inail, trascurando di valorizzare altri danni rapportati alla lesione subita, che vanno risarciti separatamente dall’azienda, ovvero dalla sua compagnia di assicurazione;
la competenza professionale da parte dei nostri tecnici, in materia di infortunio sul lavoro, è fondamentale per individuare il giusto risarcimento del danno.
In caso di infortunio mortale, Studio 3A infatti, non solo garantisce ai familiari della vittima il diritto di risarcimento previsto dall’Inail come danno patrimoniale, ma al datore di lavoro anche tutti quei danni da sofferenza morale che ne derivano.

 

IN CASO DI INFORTUNIO SUL LAVORO, CHI PAGA?

L’infortunio sul lavoro è pagato sia dal datore di lavoro che dall’INAIL, a partire dal 5° giorno in poi di malattia, tutti i giorni sia feriali che festivi, secondo i seguenti parametri:

  • il giorno dell’infortunio, indipendentemente dall’ora dell’accaduto, il datore di lavoro è tenuto a pagare il lavoratore con una retribuzione pari al 100%;
  • i primi 3 giorni sono a carico del datore di lavoro;
  • il 60% della retribuzione dal 4° giorno fino al 90°;
  • il 75% della retribuzione dal 91° giorno fino alla completa guarigione del lavoratore.

Al lavoratore, che a seguito di un infortunio sul lavoro ha subito una lesione tale da determinare un’invalidità temporanea o una menomazione permanete della capacità fisica, è riconosciuto il c.d. danno biologico INAIL.

Il tipo di indennizzo erogato viene calcolato in base al grado di menomazione riferito alla tabella menomazioni calcolo danno biologico stabilita dal D.Lgs. 38/2000:

  • inferiore al 6%: nessun indennizzo, ma avrà diritto ad ottenere l’integrale ristoro dei danni patiti (e, quindi, dei danni patrimoniali e non patrimoniali) direttamente dal datore di lavoro;

  • dal 6% al 15%: indennizzo del danno biologico in capitale. La prestazione è erogata, secondo la tabella indennizzo danno biologico in capitale di cui al D.M. 12 luglio 2000, in una unica soluzione e in funzione dell’età, del genere e del grado di menomazione accertati;

  • dal 16% al 100%: rendita diretta (decorre dal giorno successivo alla guarigione clinica). L’indennizzo erogato viene stabilito in relazione al grado valutato sulla base della tabela delle menomazioni prevista del D.lgs. 38/2000.

 

L’importo di rendita viene calcolato sulla base di:

  • una quota che indennizza il danno biologico provocato dall’infortunio o dalla malattia professionale, commisurata solo alla percentuale di menomazione accertata. L’importo è fissato secondo la tabella indennizzo danno biologico in rendita di cui al D.M. 12 luglio 2000;
  • una quota per le conseguenze della meonomazione sulla capacità dell’infortunato di produrre reddito con il lavoro, commisurata al grado accertato e a una percentuale della retribuzione percepita dall’assicurato calcolata sulla base del coefficiente indicato nella tabella dei coefficienti di cui al D.M. 12 luglio 2000.

Inoltre, il lavoratore avrà diritto anche al c.d. danno differenziale ottenuto dalla differenza tra quanto versato dall’INAIL a titolo di indennizzo per infortunio sul lavoro e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro a titolo, appunto, di risarcimento del danno in sede civilistica.
Infatti, le prestazioni erogate dall’assicuratore sociale sono dovute in ragione del semplice verificarsi dell’infortunio, mentre il risarcimento presuppone non solo il verificarsi dell’evento dannoso, ma anche la configurabilità come illecito in quanto prodottosi a seguito di un comportamento colposo del datore di lavoro.
Il danno differenziale, dunque, spetta anche a colui il quale, pur percependo già una rendita INAIL, dimostri di aver subito un danno ulteriore rispetto a quello riconosciutogli e ristoratogli dall’ente previdenziale.

 

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      thumb Arianna Gomiero
      3/31/2017

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      10/25/2017

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      12/07/2017

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      12/13/2017