Articolo Pubblicato il 25 luglio, 2018 alle 16:18.

Il loro ruolo nel gestire migliaia e migliaia di controversie su questioni pratiche di estrema importanza per il cittadino è fondamentale, eppure l’impressione è che vengano considerati come “l’ultima ruota” del già precario carro della giustizia. Parliamo dei giudici di pace, a cui competono in via esclusiva, tra le altre, le cause concernenti la circolazione di veicoli e natanti il cui valore non superi i ventimila euro: un numero enorme di incidenti.

E’ di questi giorni di luglio 2018, ma è solo l’ultimo di una lunga serie, il grido di dolore sulla situazione in cui versa l’ufficio del Giudice di Pace di Venezia lanciato dall’Ordine degli Avvocati del capoluogo lagunare, che si è fatto portavoce (anche) delle segnalazioni di svariate associazioni forensi. Una serie di appelli che hanno spinto lo stesso Presidente del Tribunale di Venezia, dott.ssa Manuela Farini, il 19 giugno scorso, a inviare un’accorata lettera al capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del Personale e dei Servizi, al Capo dell’Ispettorato del Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura VIII Commissione.

Nella missiva si “segnala nuovamente” la “disastrosa situazione dell’ufficio del Giudice di Pace di Venezia, in cui l’organico del personale amministrativo (di per sé insufficiente, per l’accorpamento della sede maggiore di Mestre in quella, minore, di Venezia, con mantenimento della pianta organica dell’Ufficio minore), è attualmente rappresentato solamente da: cinque assistenti giudiziari (di cui uno comandato da Ministero della difesa); tre operatori; un ausiliario. A fronte di una pianta organica di: un direttore amministrativo (posto vacante da oltre 9 anni); due funzionari giudiziari (posti entrambi vacanti, uno da maggio 2015 e uno da giugno 2016); un cancelliere (posto vacante da 9 anni); 2 assistenti giudiziari, oltre ad uno comandato dal Ministero della Difesa; 2 operatori giudiziari, per un totale di dieci unità. E’ evidente, in particolare, la carenza di personale con potere di firma degli atti e di organizzazione dell’Ufficio”.

La Presidente del Tribunale veneziano conclude quindi che “sarebbe oltremodo necessario che all’ufficio del Giudice di Pace di Venezia venissero assegnati un dirigente ed almeno un cancelliere o un funzionario, non essendovi altrimenti modo di portare avanti l’attività ordinaria con regolarità e nel contempo adempiere alle prescrizioni degli ispettori”.

Una situazione che non diversa è da quella di tanti altri uffici, con carenze di personale definite addirittura drammatiche, si veda l’analoga denuncia fatta a gennaio della presidente della Corte d’Appello di Salerno, dott.ssa Iside Russo. Per non parlare delle tante sedi chiuse o su cui incombe la chiusura. E le pratiche si accumulano e i tempi della giustizia si allungano, inevitabilmente.