Articolo Pubblicato il 15 ottobre, 2016 alle 23:59.

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Quella buca dei miei guai
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Scusi, signora, ma lei questa buca la vede?”. Anche gli operatori e l’inviato della Rai hanno avuto il loro bel da fare per scorgere e documentare visivamente l’avvallamento sulle strisce pedonali su cui è inciampata Loreta Fantin, la 59enne di Casale sul Sile che il 17 maggio 2015, a causa di quella rovinosa caduta a Zerman di Mogliano, si è fratturata entrambe le braccia, ma che il Comune proprietario della strada, via della Chiesa, non intende risarcire: secondo la sua compagnia di assicurazione, Aig Europe Limited, la buca in questione “è risultata ampiamente visibile e prevedibile”!

L’assurda vicenda era stata denunciata da Studio 3A, a cui la malcapitata si è rivolta per ottenere giustizia, tramite il consulente personale Riccardo Vizzi: il caso aveva riscosso vasta eco, tanto che ha deciso di occuparsene anche il nuovo programma di Rai 1 dalla parte del consumatore “Tempo & Denaro”, condotto da Elisa Isoardi e in onda ogni giorno alle 11.05.

E così il 17 ottobre, alle 11, lo stesso orario dell’incidente, una troupe della trasmissione guidata dal giornalista Fabio Gallo ha dato appuntamento alla signora e al Presidente di Studio 3A, dott. Ermes Trovò, proprio nel luogo del “misfatto”, vicino alla settecentesca chiesa di Sant’Elena Imperatrice di Zerman e davanti alle strisce pedonali di fronte dell’asilo Sacro Cuore: la Fantin quella domenica stava andando ad assistere alla recita di fine anno della nipotina, e dell’infortunio ci sono decine di testimoni che hanno confermato la sua versione. Per la verità era stato invitato anche il Comune di Mogliano, che però non si è fatto vedere.

Stavo attraversando la strada sulle strisce pedonali e all’altezza di questa buca sono inciampata: ho cercato di rialzarmi un po’ ma non ci sono riuscita, e sono caduta per terra con le spalle all’indietro. Mi sono fratturata entrambi gli omeri e in quello destro hanno dovuto applicarmi anche la protesi, perché era rotto in sei pezzi. Mi sono dovuta sottoporre a un delicato intervento durato sette ore e poi a una lunga convalescenza e tuttora sto facendo una riabilitazione permanente in un centro che mi ha portato ad arrivare ad alzare le spalle, cosa che prima non riuscivo più a fare, ma devo proseguire sempre per non regredire ha spiegato Loreta Fantin nell’intervista andata in onda in diretta all’interno del programma, raccontando il suo calvario: si parla di un’invalidità permanente nell’ordine del 20-25 per cento.

A distanza di quasi un anno e mezzo sto un po’ meglio, ma non del tutto, avverto continuamente dolori, specie con questo tempo, la macchina ho ripreso a guidarla solo adesso, ma faccio fatica a cambiare le marce – ha aggiunto la danneggiata – Mi aspettavo che il Comune di Mogliano si facesse avanti e mi risarcisse, almeno delle spese mediche sostenute, che sono davvero ingenti”, oltre 15mila euro.

E invece, oltre al danno la beffa” l’ha incalzata il giornalista. “L’assicurazione del Comune ha detto che la buca è grande e che dovevo vederla e non inciamparvi sopra. Ma francamente anche adesso la si vede poco o nulla, non è affatto grande, ma la punta della mia scarpa c’è andata dentro” ha aggiunto con amarezza la donna, mentre anche da studio la conduttrice, Elisa Isoardi, commentava: “ma neanche io la vedo”.

Quando succedono queste cose bisogna innanzitutto dimostrare il fatto storico, acquisire le foto della buca, descrivere le circostanze dell’accadimento, individuare i testimoni e, fatto questo, si può già stabilire se vi siano delle responsabilità. Noi le abbiamo ravvisate in pieno e abbiamo scritto al Comune di Mogliano, che ci ha rimandato alla sua compagnia assicurativa. La quale, però, dopo un anno ci ha risposto con questa bella lettera” ha quindi spiegato il dottor Ermes Trovò, leggendo la risposta di Aig Europe Limited. “Hanno denegato qualsiasi risarcimento perché, secondo loro, non vi è insidia e trabocchetto, e hanno anche specificato, appunto, che la buca è visibile e quindi si doveva evitare. In realtà, lo possono vedere tutti, non è neanche una buca ma una sconnessione in un tratto di strada indicato per i pedoni e nascosta anche dalle strisce pedonali” ha concluso il Presidente di Studio 3A, supportato dalle immagini.

Il collegamento si è chiuso con l’unanime auspicio che il Comune, pur essendosi sottratto al confronto, prenda atto dell’evidenza dei fatti e dello stato dei luoghi, che da allora sono rimasti pressoché tali, e si assuma le proprie innegabili responsabilità nell’incidente, evitando alla signora, che ha già patito non pochi danni fisici e morali, di dover anche sostenere una lunga e costosa causa per far valere i propri diritti.