Articolo Pubblicato il 13 aprile, 2018 alle 12:02.

A Quirra ho riscontrato sia la contaminazione dell’ambiente sia quella degli esseri viventi ad opera di elementi radioattivi e chimici». Sono inequivocabili e inquietanti le rilevazioni fatte dal professor Evandro Lodi Rizzini nel corso della sua testimonianza resa l’11 aprile 2018 in qualità di consulente tecnico della Procura sul processo ai veleni di Quirra a Lanusei, in Sardegna: uno dei casi di inquinamento ambientale più allarmanti del Paese legato, però, non ad attività private ma a quelle militari, e quindi dello Stato.

Gli agenti radioattivi come l’uranio impoverito e il torio e quelli chimici come il piombo e il cerio erano presenti sia nelle aree del Poligono sperimentale interforze del salto di Quirra sia nelle ossa dei pastori deceduti per patologie tumorali e negli animali malformati.

«In entrambi i casi è risultata una forte concentrazione di questi elementi, concentrazione ben sopra la norma» ha ribadito il perito della Procura di fronte al giudice monocratico Nicole Serra. I valori del torio presente nella tibia di uno degli allevatori fatti riesumare nel corso delle indagini, erano sei volte superiori alla norma. Altri elementi radioattivi erano presenti nell’ambiente con una concentrazione di venti volte superiore.

L’esame testimoniale di Lodi Rizzini – già professore ordinario di fisica all’Università di Brescia, di cui è stato direttore del Dipartimento di Chimica e Fisica per l’ingegneria e per i materiali e componente del Cern di Ginevra -, nel processo a carico di otto ex comandanti della base militare accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri è andato avanti per quattro ore e mezzo. Lo scienziato ha risposto alle domande dell’accusa (il Pm Daniele Loi e il procuratore Biagio Mazzeo) sostenendo, tra l’altro, che i costi per bonificare la zona sarebbero economicamente insostenibili. La deposizione di Lodi Rizzini è stata preceduta dalla breve deposizione di un altro perito, il medico legale Roberto Marcialis, che ha materialmente eseguito i prelievi dalla tibia dei pastori deceduti di tumore e fatti riesumare nell‘inverno del 2011 dall’allora procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi.

Il processo riprenderà il 17 maggio con il controinterrogatorio di Lodi Rizzini da parte dei legali di parte civile e dei difensori degli otto imputati: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Pois, Fulvio Ragazzon, a capo del Poligono e del distaccamento di Capo San Lorenzo tra il 2004 al 2010, sono accusati a vario titolo di non aver sistemato le recinzioni nelle aree delle esercitazioni militari, di non aver interdetto l’area alla popolazione locale, di aver autorizzato o comunque non impedito, anche attraverso cartelli e segnalazioni adeguate, la presenza dei pastori e del bestiame nelle aree dove si svolgevano i test.