Articolo Pubblicato il 2 maggio, 2017 alle 18:58.

In occasione del Primo Maggio, Festa del Lavoro, l’Inail ha pubblicato nel suo sito i dati analitici relativi alle denunce di infortunio e malattia professionale del 2017 aggiornati al 31 marzo, e non c’è molto da stare allegri.

Per quanto, infatti, si tratti di numeri ancora provvisori – per quantificare i casi effettivamente correlati con l’attività lavorativa svolta sarà necessario attendere che i del 2017 si consolidino e che si concluda l’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia – si assiste a un nuovo, preoccupante incremento del fenomeno.

Nei primi tre mesi dell’anno sono state 161.576 le denunce di infortunio pervenute all’Inail, con un aumento del 5,9% rispetto all’analogo periodo del 2016 (+9mila casi), per effetto dell’incremento degli infortuni in occasione di lavoro (+4,8%) e di quelli in itinere (+13,1%). L’aumento registrato, puntualizza tuttavia l’Inail, va collegato anche al al fatto che il primo trimestre 2017 presenta, rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente, due giorni lavorativi in più (da 62 a 64), determinanti per la presenza sul posto di lavoro, e quindi dal punto di vista dell’esposizione al rischio di infortunio, di molte categorie di lavoratori, soprattutto tra i dipendenti.

All’aumento delle denunce di infortunio hanno contribuito la gestione Industria e servizi (+5,8%) e il conto Stato (+7,8%), mentre l’Agricoltura ha fatto segnare un calo (-0,7%). A livello territoriale gli aumenti maggiori in valore assoluto si sono registrati in Lombardia (+3mila denunce), Emilia Romagna (+2mila) e Veneto (+1.200), mentre si registrano modeste riduzioni in Umbria, Molise e Puglia.

Ma a preoccupare ulteriormente sono le denunce di infortunio mortale presentate nei primi tre mesi di quest’anno, 190, in aumento di 14 casi rispetto ai 176 decessi del trimestre gennaio-marzo 2016 (+8,0%). All’aumento concorrono in misura rilevante alcuni incidenti sul lavoro con morti plurime, assenti nel primo trimestre 2016. Si tratta, in particolare, dei 16 decessi legati alle tragedie avvenute in gennaio in Abruzzo, a Rigopiano (in foto, l’albergo investito dalla valanga) e Campo Felice, ai quali si aggiungono altri otto casi avvenuti tra gennaio e febbraio in quattro distinti incidenti sul lavoro con morti plurime. Nel mese di febbraio l’aumento tendenziale dei decessi è stato attenuato a poche unità, per poi invertire sensibilmente la tendenza nel mese di marzo, con 13 denunce di infortuni mortali in meno rispetto allo stesso mese del 2016.

Altro aspetto allarmante, l’incremento dei casi mortali tra i primi trimestri del 2016 e del 2017 è dovuto esclusivamente alla componente femminile: le denunce di infortunio con esito mortale delle lavoratrici risultano infatti raddoppiate, da 15 a 30 casi, a fronte di un calo di un solo decesso tra gli uomini (da 161 a 160). Quasi la metà delle denunce delle donne riguarda decessi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto tra la casa e il posto di lavoro, contro il 18% degli uomini. All’incremento contribuisce solo la gestione Industria e servizi (da 136 a 170 decessi), mentre Agricoltura e conto Stato presentano una diminuzione (da 23 a 13 casi e da 17 a 7 rispettivamente). Tra le regioni che hanno visto aumentare il numero delle denunce di infortuni mortali nei primi tre mesi del 2017 rispetto a quelli del 2016 spiccano l’Abruzzo (da 7 a 19 decessi), la Sicilia (da 7 a 18) e il Veneto (da 16 a 22), mentre la riduzione maggiore è stata rilevata nelle Marche (da 12 a 3 decessi), in Piemonte (da 17 a 12) e in Puglia (da 12 a 8).

Unica “consolazione”, le denunce di malattia professionale pervenute all’Inail nel periodo gennaio-marzo 2017, e protocollate, che sono state 15.247, 624 in meno rispetto ai primi tre mesi del 2016 (-3,9%). Dopo anni di continua crescita, qui almeno si registra un calo che dovrà però essere monitorato nei prossimi aggiornamenti mensili. Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo continuano a rappresentare le tecnopatie più denunciate, seguite da quelle del sistema nervoso e dell’orecchio.