Articolo Pubblicato il 8 marzo, 2017 alle 16:02.

Il bollettino statistico sull’attività assicurativa nel comparto auto per gli anni 2010-2015, recentemente diffuso dall’Ivass, l’Istituto di Vigilanza, contiene dei dati particolarmente interessanti. Il primo è senza dubbio quello relativo alla raccolta premi. Nel 2015 i premi contabilizzati complessivamente per il ramo Rc auto e natanti (14.218 milioni di euro) e per il ramo corpi di veicoli terrestri (2.455 milioni) – raccolti dalle 47 imprese nazionali e rappresentanze di imprese estere con sede legale in uno stato extra SEE che lo hanno esercitato – si sono attestati a 16.674 milioni di euro, vale a dire quasi 17 miliardi: una cifra enorme per il comparto auto, che costituisce il 52,1% della produzione di tutti i rami danni.

E’ vero che rispetto al 2014, il totale del comparto auto ha fatto segnare nella raccolta premi un calo del -5,2%, con un trend in diminuzione che continua dal 2010, ma è anche vero che si è assistito negli stessi anni a un parallelo e ancor più sensibile decremento del numero di sinistri da risarcire: tra il 2010 e il 2015 il numero di incidenti con seguito si è ridotto, sia in numero (-30,3%) sia in rapporto ai veicoli assicurati (riduzione di due punti percentuali della frequenza di sinistri). Contando che in Italia nel 2015 sono stati denunciati 2.122.875 sinistri con seguito accaduti nello stesso anno, e che i veicoli assicurati erano nello stesso anno di riferimento 38.369.435, la frequenza sinistri è di 5,5%. Gli incidenti con seguito, inoltre, sono quelli per i quali sia stato effettuato un pagamento o sia stato iscritto a riserva un importo alla fine dell’esercizio: sono esclusi dal conteggio quelli cosiddetti “senza seguito” eliminati dalla gestione poiché (ritenuti) non aventi diritto al risarcimento a vario titolo.

E per quanto, secondo il bollettino, il premio medio pagato per il veicolo assicurato nel 2015 sia stato pari a 371 euro, risultando in calo del -6,2% rispetto all’anno precedente, la cifra resta sempre molto elevata, anche a fronte del “servizio” reso. Significativi, al riguardo, i numeri relativi al numero dei sinistri pagati e, soprattutto, agli importi versati. La velocità di liquidazione alla fine dell’anno di accadimento dei sinistri gestiti, distinti per anno di generazione, ammonta al 66,1% per la generazione del 2015, ma per quanto riguarda la velocità di liquidazione degli importi dei sinistri gestiti per la generazione dello stesso anno, è risultato pagato solo il 35,5% del relativo importo entro l’anno di accadimento.

Per il 2015 il costo medio dei sinistri risarciti nello stesso anno di generazione è stato di 2.460 euro, l’ammontare medio stanziato a riserva in previsione di futuri esborsi è stato di 9.817 euro per la generazione dei sinistri del 2015. Il costo medio complessivo (del totale dei sinistri pagati o messi a riserva) ammonta quindi a 4.467 euro. Un valore che sale a 4.578 euro comprendendo anche la stima per i sinistri cosiddetti IBNR, ossia i tardivi, ossia quei sinistri gestiti denunciati nel 2015 indipendentemente dal loro anno (precedente) di accadimento.

A fronte di tutti questi dati, il risultato del conto tecnico al netto della riassicurazione registra nel 2015 un utile per il quarto anno consecutivo pari a 1.454 milioni di euro: nonostante quest’utile sia in riduzione rispetto al 2014, si parla sempre di un un miliardo e mezzo di euro. Le compagnie ci guadagnano sempre, e parecchio.