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Una strage continua e poco consola il fatto che nel 2018 e nel 2019 fosse andata ancora peggio, vista l’incidenza della pandemia anche nel 2021 sul calo della circolazione stradale.

L’apposito osservatorio dell’Asaps ha pubblicato i dati preliminari e provvisori relativi ai decessi per investimenti di pedoni, che peraltro sono di molto sottostimati non comprendendo le morti avvenute in ospedale a distanza fai tempo: un numero tutt’altro che residuale, considerato che, sulla base delle risultanze degli anni passati, purtroppo una percentuale del 30-35% di feriti gravi non ce la fanno a sopravvivere.

Nel 2021, stime preliminari, sono deceduti in Italia 271 pedoni per investimento

Secondo il rapporto, in Italia sono dal primo gennaio al 31 dicembre 2021 hanno perso la vita 271 pedoni, 75 donne e 196 uomini: la stima preliminare del 2020 era stata di 240. Come si è detto, rispetto all’anno 2018, con 612 morti, e all’anno 2019, con 534 decessi (dati definitivi), nell’anno 2020, che alla fine (dati finali Istat) ha visto 409 croci sulle strade italiane, il fenomeno ha avuto una riduzione solo a causa della pandemia, e infatti il 2021, con la prima stima per una media di 22 pedoni morti ogni mese, contro i 20 del 2020, ha già visto un nuovo aumento.

Agosto il mese “nero”

Il numero più elevato di decessi è avvenuto ad agosto, 29, seguito da dicembre con 28 pedoni morti. Nel gennaio 2020 era avvenuta la strage di pedoni in provincia di Bolzano, a Lutago, con sette giovani vite spezzate, a causa di un automobilista 27enne, ubriaco con un tasso alcolemico superiore 4 volte oltre al limite (in foto).  Il mese con minor numero di decessi è stato aprile con 18, il mese delle riaperture dopo il lockdown più morbido. Con il ritorno alla normalità grazie alle vaccinazioni, in particolare tra agosto e dicembre, e la riconquista della vita di tutti i giorni e la totale riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l’emergenza “coronavirus”, si è purtroppo tornati a numeri ordinari che hanno inciso sulla sicurezza stradale, con ben 103 decessi nel terzo quadrimestre del 2021.

Gli anziani i soggetti più a rischio

Dall’analisi sull’età dei deceduti, emerge che ben 11 avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo 18 mesi, investito dall’auto del padre). Ma è tra gli ultra 65enni che si è contata una vera strage, con 133 decessi, di cui 59 oltre gli 80 anni, e un anziano di ben 96 anni morto sulle strisce pedonali. In pratica chi esce di casa a piedi e ha più di 65 anni, e di riflesso per l’età ha minori riflessi, lentezza nei movimenti e percepisce il pericolo in modo più limitato, ha un rischio altissimo di essere investito rispetto ai più giovani, con il 50% dei casi individuati dall’osservatorio.

Altro dato che fa riflettere, in ben 12 casi i pedoni sono stati investiti mentre andavano a gettare le immondizie vicino casa, soprattutto nelle ore serali e notturne: in 5 casi addirittura dagli stessi camion della raccolta rifiuti. L’utilizzo di abbigliamento retroriflettente soprattutto nei mesi invernali, quando le giornate sono più corte ed il sole cala prima, diventa un salva-vita necessario.

 

Sempre più preoccupante il fenomeno della pirateria

Premesso che solo dopo accertamenti sanitari urgenti molti automobilisti risultano alterati alla guida, nei 271 decessi della stima preliminare per l’anno 2021, si è accertato immediatamente che in 12 casi il conducente investitore era ubriaco, 5 volte aveva assunto stupefacenti e in ben 49 sinistri il conducente è fuggito (rispetto ai 33 casi accertati nel 2020), lasciando la vittima a terra esanime, senza prestare soccorso, con un comportamento criminale, nonostante l’inasprimento delle sanzioni penali, aggravate dalla legge sull’omicidio stradale. In pratica, ogni 5 incidenti mortali con pedoni, uno è provocato da un “pirata della strada”.

Grazie a indagini tecnologiche, al potenziamento della video-sorveglianza e anche ad utili testimonianze, nel 75% dei casi questi soggetti vengono individuati dagli organi di polizia stradale ed assicurati alla giustizia, con processi anche più rapidi rispetto al passato. Va peraltro precisato che i casi di guida alterata saranno sicuramente in numero più elevato, perché spesso i singoli conducenti vengono sottoposti a successive analisi del sangue da parte degli organi di polizia stradale, per accertarne le condizioni.

E l’abuso dello smartphone

La forte preoccupazione però, oltre alla pirateria in aumento, è quella di sinistri provocati dalla guida distratta: spesso il conducente dichiara di non aver proprio visto la vittima. Almeno il 20% dei decessi è addebitabile a questa ragione, spesso determinata dall’uso indiscriminato del cellulare alla guida, soprattutto nella messaggistica istantanea e nelle dirette sui social network. Urge un ulteriore inasprimento delle pene.

 

La dinamica territoriale

Le regioni più a rischio per i pedoni sono il Lazio e il Veneto con 37 decessi (in quest’ultima regione più che raddoppiati rispetto al 2020 con i 15 accertati nella prima stima preliminare 2020), seguite dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna con 29 morti.

Quindi, la Toscana con 19 e la Campania con 18, la Puglia con 16, il Piemonte con 13. In fondo alla classifica la Basilicata con 2, la Provincia Autonoma di Bolzano e il Molise con un decesso e la Valle d’Aosta senza pedoni che hanno perso la vita sulle strade valdostane.

Non solo vittime. L’osservatorio ha calcolato ben 1.011 casi, anche qui in netto aumento sul 2020, nei quali il pedone è stato ricoverato in codice rosso presso le rianimazioni e i reparti di terapie intensive, dove poi alcuni hanno perso la vita, mentre altri sono stati salvati dai sanitari ma uscendo menomati a vita, con un costo sociale di molti milioni di euro.

I veicoli investitori

Nell’anno 2021 la maggior parte degli investitori era alla guida di auto, ma in 43 casi guidavano autocarri, in 12 casi alla guida di motocicli, in 3 alla guida di autobus, ma anche di una ruspa, di una microcar e di una bicicletta come avvenuto a Scandicci ai danni di un 86enne, per non parlare dei due casi di Milano e Cesena dove a morire sono stati due anziani investiti da monopattini.

Infine, ne 2021 si sono registrati ben sette decessi tra operai che operavano nei cantieri e due poliziotti della Polizia Stradale deceduti nell’adempimento del dovere, tutti investiti da veicoli in transito.

Scritto da:

Dott. Nicola De Rossi

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