Articolo Pubblicato il 19 settembre, 2018 alle 19:43.

L’Inail, nel bollettino di agosto 2018 incentrato sull’inizio dell’anno scolastico, ha diffuso i numeri relativi agli infortuni sui banchi accaduti nel 2017 e si tratta di un fenomeno allarmante. Lo scorso anno sono pervenute all’Istituto oltre 75mila denunce d’infortuni occorsi ad alunni di scuole pubbliche statali, più le cinquemila relative ad allievi di scuole private: è vero che il trend è in diminuzione rispetto al 2013, ma la situazione resta stazionaria a paragone del 2016 e parliamo di dati notevoli. Se consideriamo che gli alunni che hanno frequentato le scuole statali nell’anno scolastico 2016/2017 sono stati 7 milioni 816.408 e che gli iscritti alle scuole paritarie sono stati circa un milione, si è fatto male praticamente un alunno su cento.

Il 43% dei casi (32.496 nel 2017) ha interessato le alunne, di cui circa il 70% (22.727) di età fino a 14 anni, oltre il 27% (8.904) tra i 15 e i 19 anni e il rimanente 3% (865 casi) tra i 20 e i 29 anni. Sempre nel 2017, circa il 60% dei casi in complesso (45.115) si è verificato al Nord, oltre il 23% (17.705) nel Mezzogiorno e infine il 17% circa (12.471) al Centro. Tra le regioni spiccano la Lombardia (15.542; 20,6%) seguita dall’Emilia Romagna (8.356; 11,1%) e dal Veneto (8.192; 10,9%).

Degli oltre 43mila infortuni definiti positivamente nel 2017, soprattutto inabilità temporanee non indennizzabili, circa il 6% dei casi (2.421) ha riguardato gli studenti stranieri, in particolare quasi il 2% (724) quelli comunitari e il 4% (1.697) gli extra comunitari; un infortunio su cinque ha interessato alunni di nazionalità rumena, seguiti da quelli marocchini (7,9%) e da quelli albanesi (7,6%). Nell’analisi degli infortuni riconosciuti, le parti del corpo maggiormente coinvolte dall’evento infortunistico sono le mani con il 32% di casi (circa 14mila) e la caviglia con il 20% (oltre 8mila).

La lussazione, la contusione e la frattura costituiscono le principali nature della lesione, con circa il 93% dei casi (39.739). Nell’intero quinquennio 2013- 2017, degli oltre 1.100 casi indennizzati, la quasi totalità ha avuto un grado di menomazione compreso tra il 6% e il 15%: 23 i casi in rendita (grado superiore al 15%).