Articolo Pubblicato il 19 aprile, 2019.

Più di quattromila incidenti in più: l’unica consolazione è che i decessi sono diminuiti.

Sono sempre più preoccupanti i dati diffusi all’inizio di aprile 2019 dall’Inail relativi al fenomeno infortunistico sul lavoro nei primi due mesi dell’anno.

 

Oltre quattromila denunce di infortunio in più

Nel periodo di riferimento le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto sono state ben 100.290, in aumento di oltre quattromila casi (+4,3%) rispetto alle 96.121 del primo bimestre 2018. Sono aumentati sia i casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 83.789 a 86.110 (+2,8%), sia  quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un incremento pari al 15,0%, da 12.332 a 14.180.

Quanto ai settori, il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 2,6% nella gestione Industria e servizi (dai 72.344 casi del 2018 ai 74.252 del 2019), del 7,4% in Agricoltura (da 4.321 a 4.640) e del 10,0% nel Conto Stato (da 19.456 a 21.398).

Analogamente, segnano incrementi anche tutte le zone territoriali: Nord-Ovest (+4,9%), Nord-Est (+5,2%), Centro (+4,6%), Sud (+1,0%) e Isole (+4,1%). Tra le regioni con gli aumenti percentuali maggiori spiccano l’Umbria (+13,4%), la Sardegna, le Marche e la Basilicata (intorno al +10%), mentre i decrementi, seppur modesti, sono circoscritti a Valle d’Aosta, Calabria, Abruzzo e Puglia.

Infine, l’incremento che risulta dal confronto dei primi bimestri del 2018 e del 2019 riguarda sia la componente maschile, che registra un +3,7% (da 60.376 a 62.589 denunce), sia a quella femminile, con un +5,5% (da 35.745 a 37.701), e ha interessato tanto i lavoratori extracomunitari (+7,7%) quanto quelli italiani (+4,1%): solo tra i lavoratori comunitari si registra un calo pari allo 0,7%. Dall’analisi per classi di età emergono aumenti generalizzati in tutte le fasce, a eccezione di quella compresa tra i 30 e i 44 anni, che registra una flessione dell’1,6%.

 

Lieve diminuzione solo per gli indicenti mortali

L’unica nota positiva (si fa per dire) in questo quadro desolante è data dal fatto che le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail entro il mese di febbraio, pur restando tantissime (121, più di due al giorno), sono in leggero calo rispetto ai primi due mesi del 2018, quando furono 125 (quattro in meno, -3,2%).

Più precisamente, sono diminuiti di poche unità sia i casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 83 a 82, sia di quelli occorsi in itinere (da 42 a 39). La flessione ha coinvolto la gestione Industria e servizi (da 114 a 109 denunce) e il Conto Stato (da 2 a 1), mentre in Agricoltura si è registrato un aumento di due casi (da 9 a 11).

Dall’analisi territoriale, poi, emerge un calo di cinque casi mortali nel Nord-Ovest (da 38 a 33), di 10 nel Nord-Est (da 32 a 22) e di due al Sud (da 28 a 26). Nelle Isole, invece, le denunce di casi mortali sono state otto in più (da 6 a 14) e al Centro cinque in più (da 21 a 26).

Il decremento, peraltro, è legato soltanto alla componente femminile, i cui casi mortali denunciati sono stati 12 in meno (da 20 a 8), mentre quella maschile ha registrato otto decessi in più (da 105 a 113), e alle denunce mortali riguardanti i lavoratori italiani (da 105 a 92), mentre i decessi dei comunitari sono aumentati da 7 a 12 e quelli dei lavoratori extracomunitari da 13 a 17.

Dall’analisi per classi di età, infine, emergono cali generalizzati in quasi tutte le fasce, a eccezione di quella compresa tra i 45 e i 49 anni (+12 denunce di casi mortali) e quella 20-24 anni (+5).

 

Invariate le denunce di malattie professionali

Resta sconsolante anche la situazione relativa alle denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo bimestre del 2019, che sono state 9.937, una in più rispetto a gennaio-febbraio 2018. Le patologie denunciate sono aumentate solo in Agricoltura (da 1.829 a 1.875, +2,5%), a differenza della gestione Industria e servizi, passata da 7.966 a 7.947 casi (-0,2%), e del Conto Stato, che presenta un calo del 18,4% (da 141 a 115).

Dall’analisi territoriale emergono incrementi delle denunce nel Nord-Est (+1,1%) e al Sud (+0,9%) e decrementi nel Nord-Ovest (-1,8%), al Centro (-0,6%) e nelle Isole (-0,1%). Quanto al “genere”, si rilevano 13 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 7.314 a 7.327 (+0,2%), e 12 casi in meno per le lavoratrici, da 2.622 a 2.610 (-0,5%). In diminuzione le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 9.330 a 9.275 (-0,6%), mentre sono aumentate quelle dei lavoratori comunitari, da 198 a 218 (+10,1%), e dei lavoratori extracomunitari, da 408 a 444 (+8,8%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (4.591 casi), quelle del sistema nervoso (829) e dell’orecchio (570) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle patologie del sistema respiratorio (350) e dai tumori (337).