Articolo Pubblicato il 28 agosto, 2018 alle 17:58.

Morti bianche

Ennesima vittima sul lavoro nel Trevigiano

Morti bianche. E’ successo ancora. In Italia e nella Marca si continua a morire di lavoro: un bollettino di guerra senza fine. Lunedì 27 agosto ha perso la vita Shpeijtim Gashi, kosovaro di 44 anni che risiedeva da decenni in Italia, un operaio specializzato, capo-macchina, che da 19 anni lavorava nella fabbrica dove si è consumata la tragedia, la 3B di Salgareda (in foto), azienda con più di 500 dipendenti che produce pannelli in legno per il settore arredamento e non nuova a infortuni mortali.

Il lavoratore è morto schiacciato dal braccio meccanico di un robot, davanti agli occhi del fratello e del nipote, pure loro da tempo dipendenti della stessa impresa. Saranno gli ispettori dello Spisal a chiarire l’esatta dinamica e le cause dell’incidente: quel che è certo è che Gashi, che lascia moglie e tre figli, e che, fatalità, stava insegnando il lavoro a un nuovo operaio, è stato colto di sorpresa e investito dal braccio della macchina robotizzata che imballava cartoni, che pare si fosse inceppata ma che sarebbe ripartita improvvisamente, colpendolo e schiacciandolo al capo. Un impatto terribile che non gli ha lasciato scampo.

La fabbrica ha chiuso in segno di lutto, l’azienda ha assicurato la massima disponibilità per l’accertamento della verità, ma i sindacati sono già scesi in campo, ricordando che in questi casi non esistono quasi mai le fatalità, sollecitando l’attuazione del Piano strategico regionale su salute e sicurezza sottoscritto nelle scorse settimane, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo regionale sulla sicurezza e sollevando anche problematiche già emerse nella specifica organizzazione del lavoro della 3B, come ad esempio i tanti straordinari chiesti ai lavoratori.

Un’emergenza nazionale, quella delle morti bianche sul lavoro, che in questo 2018 nero vale ancora di più per la provincia di Treviso, dove gli infortuni mortali in neanche otto mesi sono stati 13, otto dei quali per cause di lavoro (per gli altri si tratta di incidenti in itinere): in tutto il 2017, considerato il peggiore dal 2011 a oggi, erano stati 11. Sempre lo scorso anno nella sola Marca gli infortuni in totale sono stati 11.352, una media di 31 al giorno contando anche sabati e domeniche. Troppo.