Articolo Pubblicato il 11 novembre, 2018 alle 9:58.

Lo scorso 6 novembre l’Aci, Automobile Club d’Italia, ha pubblicato l’annuale rapporto sulla “Localizzazione degli incidenti stradali” relativo al 2017: lo studio analizza i 36.560 incidenti (1.228 mortali), 1.359 decessi e 58.967 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade del Belpaese.

Prendendo come riferimento l’anno 2010, il rapporto evidenza che gli incidenti sono diminuiti del 22% e i morti del 17,8%. Rispetto al 2016, invece, gli incidenti sono calati dell’1%  ma i decessi sono cresciuti del 7,4% (94 in più). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Più precisamente, 7 incidenti su 10 avvengono sulle strade urbane, 3 su quelle extraurbane; aumentano gli incidenti in autostrada (+0,4%), diminuiscono sulle altre tipologie di strada (-0,7% extraurbane, -0,5% urbane), sulle strade extraurbane principali aumentano i morti (+7,4%) e calano i feriti (-1,6%).

Ma quali sono le arterie più a rischio? In testa a questa poco edificante classifica troviamo la penetrazione urbana della A24 di Roma, la strada sulla quale si verificano in assoluto più incidenti: 17,1 per km, a fronte di una media italiana di 1,3 incidenti/km – per la rete autostradale – e di 0,6 incidenti/km – per le strade extraurbane. Seguono il Raccordo di Marghera tra la Statale 309 Romea e la Tangenziale di Mestre, con 11,3 incidenti/km, e il Raccordo di Reggio Calabria (10,5 incidenti/km).

Tra le strade extraurbane troviamo al primo posto la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (7,6 incidenti/km), seguita dalla 131 dir (7,5 incidenti/km) e dalla 296 della Scafa (6 incidenti/km).

Per le due ruote, invece, le strade più pericolose sono la Statale 01 Aurelia, la Statale 249 Gardesana orientale e la Statale 145 Sorrentina, mentre per i pedoni le più a rischio solo l’Aurelia, l’Adriatica e la Statale Tosco-Romagnola.