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Quali sono le province italiane più a rischio di incidenti stradali? A rispondere alla domanda è l’Asaps, che ha elaborato i dati ufficiali relativi ai sinistri stradali occorsi in Italia nel 2021, e pubblicati nel mese di ottobre 2022, secondo il territorio provinciale in cui sono successi.

Il quadro così ottenuto, per quanto ancora condizionato dalle conseguenze sui dati della pandemia da Covid 19 e delle restrizioni sulla mobilità ancora operanti lo scorso anno, dimostra quali siano le le province e le città capoluogo più a rischio rispetto al numero di decessi sulle strade del Paese, che purtroppo sono stati complessivamente 2.875, quasi otto al giorno: una strage.

 

La provincia di Roma di gran lunga la più a rischio, seguono quelle di Napoli e Milano

Partendo dall’analisi delle province, non può non creare allarme quanto accaduto in quella di Roma. Seppur il numero di residenti, e di conseguenza dei mezzi circolanti, siano elevati, 184 vite spezzate sulla strada in un anno sono un tributo di sangue inaccettabile, tanto più per il fatto che a pagare il prezzo più alto sono stati gli utenti deboli, pedoni, ciclisti e motociclisti, che rappresentano oltre il 50% dei decessi. Un numero enorme se si pensa anche che la seconda provincia con il maggior numero di morti è Napoli, con 89 croci, sempre tante, ma quasi cento in meno rispetto al territorio della Città metropolitana capitolina. Segue al terzo posto di questa tragica classifica, con 87 vittime, la provincia di Milano, territorio più piccolo dal punto di vista dell’estensione territoriale ma, anche cui, con numerosi decessi tra i pedoni e ciclisti.

Nelle prime dieci posizioni troviamo, poi, al quarto posto Torino con 67 morti, seguita da Brescia con 66, Treviso con 63, Venezia con 60, Bologna con 59, Latina e Caserta con 53, quest’ultima un caso da studiare con zero decessi nel capoluogo, come peraltro accade per il centro storico di Venezia dove, com’è ben noto, il traffico su gomma non esiste, eppure la provincia è settima per numero di vittime. Del resto, in molte province del Nord Italia l’indice di mortalità si mantiene elevato e sono purtroppo tornati anche le stragi del sabato sera, i decessi nel fine settimana e nelle ore notturne. Nei primi venti posti ci sono 11 province del Nord, 3 del Centro e 6 del Sud d’Italia.

Sulle 107 province nell’elenco elaborato da Istat, si evince che in ben 40 di esse sono aumentati i morti rispetto al 2019, l’ultimo anno ante pandemia, in 7 rimane stabile e in 60 diminuisce ma per lo più di pochissime unità.

 

La più virtuosa è la Valle d’Aosta

Guardando invece la classifica dal basso, dalla perte cioè con i minori decessi,  si può notare che nella virtuosa Valle d’Aosta è stato rilevato un solo decesso, 4 nelle province di Verbano-Cusio-Ossola, Lodi, Trieste e Massa Carrara, 5 a Vercelli e Sondrio, 6 a Vibo Valentia, 7 ad Ascoli Piceno, Campobasso ed Enna.

Passando poi all’analisi sui decessi nelle città capoluogo di provincia, rimane sempre un caso nazionale quello di Roma che anche qui è al vertice della graduatoria con ben 121 morti, 10 decessi al mese, e ben 13.862 feriti. Al secondo posto Milano ma a notevole distanza, 34 vittime, al terzo Napoli con 32 e poi Palermo con 19, Forlì-Cesena con 18, Catania con 17, Torino con 15, Genova e Messina con 14, al decimo posto Firenze e Ravenna con 13.

Sono invece sette le città capoluogo in Italia a non avere avuto decessi sulle strade urbane nel 2021 e che hanno raggiunto l’obbiettivo “vision zero”: Belluno, come detto Caserta, Catanzaro, Savona, Sondrio, Aosta e Vercelli.

L’Asaps conclude la sua analisi con una constatazione disarmante: nel 1991 gli investimenti di pedoni in Italia erano stati 15.787, con un numero complessivo di decessi di 1.141: a trent’anni di distanza il numero di pedoni travolti è rimasto pressoché inalterato, nel 2021 ne soni stati investiti 15.631, anche se – almeno quello – con un numero decisamente inferiore di decessi, 471.

Scritto da:

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Dott. Nicola De Rossi

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Categoria:

Incidenti da Circolazione Stradale

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