Articolo Pubblicato il 20 febbraio, 2017 alle 19:20.

Il “grande occhio” per contrastare i tutt’altro che isolati episodi, portati alla ribalta della cronaca, a danno delle persone ospitate nelle residenze sanitarie assistenziali. E’ questo l’obiettivo con cui il Consiglio regionale lombardo, peraltro a larga maggioranza (39 voti a favore, 24 astenuti e un solo contrario), ha approvato una legge per incentivare case di riposo e le strutture per disabili ad installare telecamere per la videosorveglianza. La Lombardia è così la prima regione in Italia ad approvare un testo normativo sulla videosorveglianza in queste strutture come misura per garantire la qualità e la sicurezza dell’assistenza.

Il progetto di legge era stato presentato lo scorso maggio dai consiglieri di maggioranza (prima firmataria Elisabetta Fatuzzo-Pensionati), con il duplice scopo di tutelare le strutture, gli ospiti e i loro familiari da episodi di danneggiamento, ma anche di fare da deterrente «contro i maltrattamenti e le carenze igienico-sanitarie che, in alcuni drammatici casi, sono venuti alla luce nelle strutture per anziani». 

La nuova legge prevede che, per tutelare la privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente, in caso di avviso e notizia di reato. L’installazione delle telecamere per ora non è obbligatoria, ma le strutture che decideranno di farvi ricorso, quest’anno potranno contare su uno stanziamento complessivo pari a un milione e 400mila euro. E’ tuttavia allo studio da parte della Regione la modalità di rendere obbligatorie le telecamere senza far gravare i costi sugli ospiti delle strutture.

Sulle stesse tematiche, intanto, in Parlamento è ancora all’esame del Senato un apposito disegno di legge già approvato dalla Camera. Il provvedimento consentirebbe l’installazione delle telecamere a circuito chiuso nelle strutture per anziani e disabili, pubbliche e private, ma anche negli asili. Anche in questo caso, l’obiettivo è prevenire e contrastare gli abusi, anche di natura psicologica, sui soggetti più indifesi, di cui molto spesso i media hanno dato notizia.