Va subito premesso che il dato limitato a un singolo bimestre è poco indicativo e ancora di meno il confronto con i primi due mesi del 2020, non ancora influenzati in modo significativo (come invece i primi due del 2021) dalla pandemia da nuovo Coronavirus, i cui effetti in ambito lavorativo si sarebbero manifestati in modo evidente solo dal successivo mese di marzo.

Resta però il fatto che, vista anche la situazione di persistente emergenza sanitaria, le denunce di infortunio sul lavoro quanto meno sono in calo, comprese quelle mortali, anche se queste ultime di poco.

 

Nei primi due mesi del 2021, 82.634 denunce di incidenti sul lavoro

Il 30 marzo 2021 l’Inail ha pubblicato il dossier sul fenomeno infortunistico relativo al periodo gennaio-febbraio 2021, nel corso del quale le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’istituto sono risultate 82.634, in diminuzione di circa 14mila casi (-14,4%) rispetto alle 96.549 del primo bimestre del 2020.

I dati rilevati al 28 febbraio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 83.831 a 74.688 (-10,9%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un calo pari al 37,5%, da 12.718 a 7.946.

La dinamica per settore,  territorio, sesso e nazionalità

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è diminuito dell’1,8% nella gestione Industria e servizi (dai 71.890 casi del 2020 ai 70.565 del 2021), del 27,0% in Agricoltura (da 4.590 a 3.351) e del 56,6% nel Conto Stato (da 20.069 a 8.718). Nella gestione Industria e servizi, tuttavia, si rileva un incremento del 4,4% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro e tra i settori economici si distingue ancora il settore “Sanità e assistenza sociale”, che nel primo bimestre 2021 presenta un aumento del 169% rispetto allo stesso periodo del 2020, ovviamente legato ai contagi da Covid sul lavoro.

L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: -15,9% nel Nord-Ovest, -11,6% nel Nord-Est, -14,4% nel Centro, -16,9% nel Sud e -16,2% nelle Isole. Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali (superiori al -20%) si segnalano la Valle d’Aosta, la Calabria, la Puglia e la Sardegna, mentre gli incrementi sono circoscritti solo al Molise (+14,4%).

Il calo che emerge dal confronto dei primi bimestri del 2020 e del 2021 è legato soprattutto alla componente maschile, che registra un -21,9% (da 61.008 a 47.644 denunce), mentre quella femminile presenta un decremento dell’1,6% (da 35.541 a 34.990).

La diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-15,4%), che quelli extracomunitari (-11,5%) e comunitari (-1,4%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in quasi tutte le fasce, a eccezione di quella 30-34 anni (+1,7%) e 50-59 anni (+1,2%).

 

I casi mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di febbraio sono state 104, quattro in meno rispetto alle 108 registrate nel primo bimestre del 2020 (-3,7%). I dati rilevati a livello nazionale al 28 febbraio di ciascun anno tuttavia evidenziano per il primo bimestre di quest’anno un decremento solo dei casi in itinere, passati da 32 a 19, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati di nove casi (da 76 a 85). Il calo ha riguardato solo la gestione Industria e servizi (da 95 a 84 denunce), al contrario dell’Agricoltura (da 9 a 15) e del Conto Stato (da 4 a 5).

Dall’analisi territoriale emerge un decremento di cinque casi mortali nel Nord-Ovest (da 28 a 23) e di 11 nelle Isole (da 13 a 2). Al Sud si registra l’incremento più elevato (da 20 a 31), complice soprattutto l’aumento di otto casi della Campania, seguito dal Nord-Est (da 28 a 29), mentre al Centro le denunce mortali in entrambi i periodi sono 19.

Il calo rilevato nel confronto tra i primi bimestri del 2020 e del 2021 è legato esclusivamente alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 103 a 97, mentre quella femminile ha registrato due casi in più (da 5 a 7).

La flessione riguarda sia le denunce dei lavoratori italiani (da 90 a 89), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 8 a 5), mentre per gli extracomunitari si registrano 10 casi mortali in entrambi i periodi. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati, a eccezione delle fasce 50-59 anni (da 28 a 36) e 65-69 anni (da 3 a 7).

 

Le denunce di malattia professionale

Infine, le denunce di malattia professionale protocollate nel primo bimestre del 2021 sono state 7.801, oltre 2.700 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020 (-26,0%).

La flessione è del 25,5% nella gestione assicurativa dell’Industria e servizi (da 8.722 a 6.497 casi), del 28,0% in Agricoltura (da 1.697 a 1.222) e del 34,4% nel Conto Stato (da 125 a 82).

Dall’analisi territoriale emergono decrementi dei casi denunciati all’Inail in tutte le aree del Paese: Nord-Ovest (-32,4%), Nord-Est (-26,8%), Centro (-23,8%), Sud (-21,5%) e Isole (-36,0%).

In ottica di genere si rilevano 1.979 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 7.650 a 5.671 (-25,9%) e 764 in meno per le lavoratrici, da 2.894 a 2.130 (-26,4%).

Il calo ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 9.769 a 7.217, pari a una diminuzione del 26,1%), sia quelle dei lavoratori comunitari, da 273 a 170 (-37,7%), ed extracomunitari, da 502 a 414 (-17,5%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo bimestre del 2021, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori.