Articolo Pubblicato il 11 maggio, 2017 alle 11:27.

Il tragico incidente accaduto il 10 maggio nel Foggiano, nel quale un ventottenne ha perso la vita dopo aver investito con l’auto un cinghiale, ripropone in tutta la sua gravità la problematica dei sinistri causati dagli animali.

I numeri sono da bollettino di guerra, soprattutto nelle zone con riserve e parchi naturali e la relativa, massiccia presenza di fauna selvatica. Nella sola provincia di Belluno, ad esempio, nei primi nove mesi del 2016 gli incidenti sul genere sono stati ben 302. Il problema è che gli investimenti non costano la vita solo agli animali. Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, lo scorso anno si sono registrati 119 incidenti di estrema gravità nei quali sono morte 16 persone e 151 sono rimaste ferite: di questi 119 sinistri, la maggior parte, 99, hanno visto coinvolti animali selvatici, mentre venti sono stati causati da animali domestici. Quasi tutti questi incidenti (116) si sino verificati sulle strade ordinarie: solo tre sono accaduti nella autostrade.

Commentando i dati analoghi se non più gravi relativi al 2015, Coldiretti sottolineava come in realtà si tratti solo della punta di un iceberg, poiché spesso gli incidenti di questo tipo non vengono neppure denunciati e tanto meno analizzati con statistiche specifiche da parte dell’Istat. Secondo Coldiretti, questa escalation di incidenti, che hanno causato purtroppo anche vittime, è il risultato dell’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, su tutti i cinghiali, il cui numero nell’ultimo decennio è quasi raddoppiato, arrivando a superare il milione di capi, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città. “La sicurezza nelle aree rurali e periurbane – denunciava già lo scorso anno l’associazione di categoria del mondo agricolo – è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone”.

Di qui l’appello alle autorità preposte a intervenire con decisione su questo fenomeno, e anche a riconoscere ai tanti danneggiati un equo e rapido risarcimento, senza sbandierare fondi appositi per la liquidazione dei danni salvo poi respingere sistematicamente ogni domanda, vedi la Regione Veneto.