Articolo Pubblicato il 16 aprile, 2020 alle 10:00.

Continua ad aggravarsi il fenomeno dei sinistri stradali causati da animali, per lo più selvatici, che attraversano all’improvviso la strada, causando danni materiali ai veicoli ma in numerosi casi anche danni fisici alle persone e persino morti.

 

Incidenti stradali causati da animali

L’Asaps ha istituito un osservatorio ad hoc per monitorare questo tipo di incidenti, focalizzandosi su quelli cosiddetti significativi, cioè con utenti della strada feriti o deceduti. Del resto, risulterebbe impossibile calcolare anche le migliaia di sinistri sul genere all’anno che per fortuna restano limitati ai danni ai veicoli, anche perché spesso i proprietari dei mezzi danneggiati non lo denunciano neppure nella convinzione che non saranno mai risarciti.

Un errore, perché è vero che le procedure sono complesse, che si assiste spesso a uno scaricabarile tra i vari enti e che le normative hanno via via ristretto il campo della responsabilità in capo alle pubbliche amministrazioni, in genere le Regioni, deputate al controllo della fauna selvatica, è altrettanto vero che le possibilità per ottenere un ristoro dei danni non mancano e per riuscirsi è consigliabile affidarsi sempre a degli esperti.

Lo dimostrano anche recenti sentenze che hanno condannato le Regioni proprio per il mancato intervento nonostante i numerosi incidenti registrati nell’area in questione: segnalare i sinistri è importante anche ai fini statistici e di prevenzione, un po’ come accade per i tentati furti, perché è chiaro che se gli episodi denunciati rimangono pochi, non saranno mai presi provvedimenti.

Ebbene, nel 2019 l’Asaps ha registrato ben 164 incidenti “significativi” con il coinvolgimento di animali e il primo dato che balza all’occhio è l’aumento rispetto al 2018, quando furono 148 (+11%). Ma è ancora più allarmante il numero delle vittime: sono 15 le persone che hanno perso la vita, contro le 11 del 2018 (+36%), e 221 quelle rimaste seriamente ferite (contro le 189 dell’anno precedente, +17%).

 

Coinvolti soprattutto animali selvatici e la rete stradale ordinaria

La stragrande maggioranza di questi sinistri, 141, sono avvenuti con un animale selvatico, solo 23 con animali domestici, e, di giorno, 131 (soltanto 33 di notte). Quasi, tutti, poi, 162, sono successi sulla rete stradale ordinaria, appena 2 su autostrade ed extraurbane principali.

In 131 casi a impattare contro l’animale è stata un’auto, in 41 un motociclo, in 3 incidenti sono rimasti coinvolti autocarri o pullman e in 6 biciclette: il totale è superiore al numero degli eventi perché in alcuni sinistri sono rimasti coinvolti veicoli diversi.

Quanto alla distribuzione territoriale, al primo posto negli incidenti gravi con investimenti di animali troviamo la Lombardia con 20 sinistri, seguono la Campania con 17, l’Abruzzo con 16, il Lazio con 14, le Marche con 12, la Toscana con 10, il Veneto e la Sardegna con 9, l’Emilia Romagna e il Piemonte con 8, Liguria, Puglia e Sicilia con 7, Calabria con 6, Friuli Venezia Giulia con 5.

Numeri che fanno riflettere e che, soprattutto in quelle zone dov’è più frequente la presenza della fauna selvatica e dove questo tipo di incidenti risultano più frequenti, impongono l’adozione di ulteriori e più efficaci strumenti preventivi e difensivi, in primis per la sicurezza della circolazione e l’incolumità degli utenti della strada, ma anche a maggior tutela degli animali stessi che spesso non sopravvivono all’investimento.