Articolo Pubblicato il 15 gennaio, 2017 alle 23:26.

Mercoledì 11 gennaio il Senato ha approvato il disegno di legge sulla responsabilità dei medici e la sicurezza delle cure. Tra le modifiche previste dal Ddl, l’istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario, l’obbligo di assicurazione per tutte le strutture sociosanitarie e la possibilità per il cittadino danneggiato di rivolgersi all’assicurazione della struttura. Fa discutere, tuttavia, quanto previsto in caso di richiesta di risarcimento: sarà infatti il paziente danneggiato a dover dimostrare di aver subito un danno.

Ma ecco, nel dettaglio le innovazioni più importanti previste dal Ddl sulla responsabilità dei medici, che ora dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva.

Risarcimento: chi dovrà dimostrare il danno? Secondo quanto previsto attualmente dal disegno di legge, il paziente che chiederà un risarcimento a seguito di un intervento sanitario dovrà anche dimostrare di aver effettivamente subito il danno. Attualmente, invece, è il medico che, in caso di richiesta di risarcimento deve provare la propria non colpevolezza. Il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, ha affermato che il provvedimento, insieme agli altri previsti dal disegno di legge, rappresenta un importante passo in avanti perché “garantisce da un lato il diritto del cittadino a essere risarcito in caso di errore medico” e dall’altro “tutela maggiormente i professionisti della sanità”. Il Centro per i diritti del cittadino Codici, tuttavia, ha aspramente criticato il progetto di riforma, definendolo un disegno di legge “buono per gli operatori” ma che rende difficile per il cittadino avere giustizia in caso di errore e malasanità.

Cosa fare in caso di malasanità? Sono molte, in ogni caso, le novità inserite nel Ddl che si pongono l’obiettivo di raggiungere finalmente un equilibrio tra la sicurezza delle cure per i pazienti e la necessità dei medici di svolgere il proprio lavoro con maggiore serenità. Se infatti è vero che il cittadino che vorrà fare causa al medico dovrà dimostrare di aver subito il danno, bisogna anche considerare come il Ddl tenti di agevolare l’iter del paziente che vuole agire contro la struttura sanitaria. In questo caso, il disegno di legge prevede un percorso molto preciso: il cittadino potrà infatti rivolgersi direttamente all’assicurazione della struttura, poi procedere tramite conciliazione obbligatoria e infine, se ancora insoddisfatto, intentare un procedimento civile contro l’ospedale. Procedimento civile nel quale, come succede oggi, spetterà alla struttura dimostrare di non avere colpe.

La cartella clinica entro sette giorni. Importante anche la novità che prevede che ospedali e Asl siano obbligati a fornire la documentazione sanitaria richiesta dal paziente entro un massimo di sette giorni. Oggi, come ha puntualizzato il relatore, On. Amedeo Bianco, il tempo previsto per consegnare la cartella clinica è di circa trenta giorni.

Il Fondo rischi per il risarcimento sinistri inoltre, spiega ancora Bianco, “permetterà di coprire tutti gli eventuali buchi ad esempio dovuti al fallimento delle imprese assicurative o in caso di recesso unilaterale dell’assicurazione“.

Le altre novità previste dal Ddl. Il disegno di legge approvato dal Senato prevede infine l’istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario in ogni Regione, l’obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e l’esclusione della responsabilità penale del medico che avrà rispettato linee guida e buone pratiche.

L’eventuale risarcimento, inoltre, avverrà sulla base di precise tabelle sul danno biologico, per mettere fine alla discrezionalità che aveva finora fortemente caratterizzato richieste e pagamenti.