Articolo Pubblicato il 12 agosto, 2016 alle 15:47.

Ha destato clamore, nei giorni scorsi, la sofferta decisione del sostituto procuratore di Trani, Simona Merra, magistrato di turno quando avvenne il terribile scontro tra treni in Puglia e che indagava sulla vicenda con un pool di altri quattro magistrati, di lasciare. Per la verità, la Pm ha resistito quanto ha potuto difendendo la «correttezza» del proprio operato, ma la reazione del Csm, le polemiche sul web, la pressione mediatica e anche quella proveniente dalla sua stessa Procura, l’hanno indotta a tirarsi fuori dall’inchiesta sul disastro ferroviario del 12 luglio sulla tratta Andria-Corato. A far esplodere il cancan alcune foto che la ritraevano a una festa estiva, mentre sorridente accettava un bacio simulato al piede dall’avvocato Leonardo De Cesare, difensore di uno degli indagati – il capostazione di Andria Vito Picarreta – per la strage che ha provocato la morte di 23 persone e il ferimento di decine di altre. La foto, in realtà, si riferisce a una semplice «goliardata» ad una festa estiva nel lontano 2013 in casa di un’amica comune, ma lo scatto ha suscitato subito l’indignazione e la protesta dei familiari delle vittime, che si sono chiesti se la familiarità tra il sostituto procuratore e il legale non inquinasse l’indagine in corso. Ed è subito finita anche all’attenzione del Csm, che ha avviato accertamenti, del procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, titolare dell’azione disciplinare, e anche del capo della Procura di Trani, il facente funzioni Francesco Giannella. È stato quest’ultimo a dare l’annuncio della decisione presa da Merra che, “pur ribadendo la propria correttezza nella conduzione delle indagini, ha ritenuto responsabilmente di fare un passo indietro per riportare serenità attorno alla vicenda”. Il procuratore ha anche tenuto a rassicurare i parenti delle vittime e i feriti “che le indagini sono state fin qui condotte, e continueranno ad esserlo, nella più rigorosa imparzialità e trasparenza”. Ci mancherebbe altro.