Articolo Pubblicato il 27 luglio, 2018 alle 10:59.

Giustizia sospesa a Bari: stop ai processi fino al 30 settembre. Dopo la Camera, anche il Senato il 26 luglio 2018 ha approvato la conversione del decreto legge disposto d’urgenza dal Governo nel cuore dell’emergenza edilizia giudiziaria. Quel provvedimento aveva consentito di smantellare le tende allestite dalla Protezione Civile nel parcheggio antistante l’edificio di via Nazariantz subito dopo la dichiarazione di inagibilità dell’edificio che ospitava il Tribunale penale, a rischio crollo. Da quel momento non fu più necessario celebrare le udienze di rinvio dei processi penali ordinari nella tendopoli adiacente l’edificio che entro il 31 agosto dovrà essere sgomberato su ordine del Comune. Al riguardo, sempre il 26 luglio, il Tar della Puglia ha respinto il ricorso dell’Inail, proprietario dell’immobile, che chiedeva di sospendere in via cautelare l’ordinanza di sgombero.

Ma adesso? Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, assicura che si continua a lavorare per dare a Bari una sede sicura per gli uffici giudiziari: ha messo a disposizione l’ex sede distaccata di Modugno e un edificio in via Brigata Regina dove saranno distribuiti, a fatica dati gli spazi ridotti, magistrati e personale amministrativo. In attesa di una soluzione più consona che potrebbe essere il palazzo ex Inpdap in via Oberdan, che tuttavia non convince affatto gli operatori del diritto.

Il preoccupante dato di fatto attuale è che il Parlamento, ratificando la decisione assunta dal Governo e ritenendo dunque che vi fossero i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione, ha stabilito anche che saranno sospesi fino al 30 di settembre i procedimenti pendenti in primo grado, con la sola eccezione delle udienze di convalida dell’arresto o del fermo, il giudizio direttissimo,  la convalida dei sequestri, i processi con imputati in custodia cautelare e, in presenza di profili di urgenza valutati dal giudice, anche i processi con imputati sottoposti ad altra misura cautelare. Per tutto il resto, stop.

Quanto tempo ci vorrà perché questa situazione di emergenza totale torni alla normalità? Un dato su tutti: si calcola che le cancellerie dovranno sbrigare qualcosa come 60mila notifiche a imputati, difensori, testimoni, consulenti, persone offese, etc. C’è chi teme una valanga di prescrizioni e chi è convinto che, dopo il 30 settembre, la giustizia barese potrebbe comunque restare sospesa. Un disastro.