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L’impresa zootecnica di Ponso (Pd) ha avuto danneggiato un capannone avicolo ma, pur coperta con un’onerosa polizza da 6mila euro l’anno, finora non ha visto un cent 

Perché pagare più di seimila euro all’anno per assicurare l’azienda, con i suoi fabbricati, gli animali, le merci e i macchinari, dal rischio di incendi, grandine ed eventi atmosferici in genere, se poi, quando il danno capita, l’assicurazione non risarcisce? E’ quello che si chiedono, amareggiati, i titolari di un’impresa agricola di Ponso, nel Padovano, che da quasi due, lunghi anni stanno aspettando da Generali di essere indennizzati di una cifra, meno di 14mila euro, non certo enorme per una compagnia assicurativa con un utile di 2,84 miliardi (!) nel 2021, ma che per un’attività a conduzione familiare pesa molto nel bilancio. 

Il fatto in questione è accaduto il 4 dicembre 2020, il primo giorno di una settimana nera sul fronte maltempo nelle province di Belluno, Treviso, Padova e nell’Alto Vicentino, con danni per centinaia di milioni di euro, la dichiarazione dello stato di emergenza e lo stanziamento in varie tranche di quasi venti milioni di euro di aiuti da parte del Governo: dunque, sull’evento non c’è proprio discussione. 

Tra le tante realtà colpite anche l’azienda agricola G. B., che effettua allevamento di pollame e che ha avuto pesantemente danneggiato dalle fortissime raffiche di vento il cupolino di uno dei capannoni dove vengono tenuti i polli. Per fortuna, però, l’impresa era assicurata: nel 2018 aveva sottoscritto una onerosa polizza “Incendio Rischi Agricoli” con Generali, rata semestrale di ben 3.020 euro, quindi 6.040 euro all’anno. Il premio era stato regolarmente pagato, per la cronaca i titolari, nonostante le risposte zero, hanno continuato a versarlo anche dopo il fatto e hanno sin qui corrisposto trentamila euro, più del doppio della somma in questione: dunque, polizza operante, danno perfettamente rientrante nelle garanzie coperte, che comprendono anche i danni da eventi atmosferici, ampiamente contenuto entro il massimale ma anche superiore alla franchigia di mille euro, quindi in tutto e per tutto risarcibile. 

L’azienda, peraltro, ha fatto tutto ciò che doveva: ha subito denunciato il sinistro alla compagnia, dopo aver richiesto dei preventivi, si è affidata a un’impresa del settore e ha proceduto alla sistemazione del tetto del capannone avicolo, pagando i lavori ed esibendo le fatture per un totale, tra materiale e manodopera, di 13.664 euro, Iva inclusa. Ma niente: la compagnia era disposta a liquidare massimo 2-3mila euro e non si è più schiodata dalla posizione iniziale, non riscontrando nemmeno più le legittime richieste dei propri clienti.  

I quali, non riuscendo più a venirne a capo, il mese scorso, attraverso la consulente legale dott.ssa Alessia Paccagnella, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha immediatamente scritto a Generali inviando tutta la documentazione, comprese le foto comprovanti i danni, e chiedendo con forza il rispetto delle condizioni contrattuali della polizza assicurativa. Risultato, ancora nessuno, non è arrivata alcuna risposta, neanche al sollecito spedito nei giorni scorsi, una condotta inconcepibile tanto più per una compagnia come Generali. Ora Studio3A procederà con un formale reclamo all’Ivass, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, e se non interverranno cambi di atteggiamento e di rotta della controparte si sarà costretti ad andare fino in fondo per le vie legali. Per 13.664 euro.

Caso seguito da:

Dott.ssa Alessia Paccagnella

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Categoria:

Danni Ambientali Press

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