Articolo Pubblicato il 29 ottobre, 2018 alle 11:05.

Il bollettino di guerra non si ferma e questa volta il bilancio dell’ennesimo incidente sul lavoro, accaduto in Calabria, è pesantissimo: quattro morti. La tragedia si è consumata poco prima della mezzanotte di sabato 27 ottobre ed è costata la vita al noto imprenditore crotonese della sanità Massimo Marrelli e a tre operai, rimasti sepolti da un costone d’argilla franato nella località Sant’Anna, nel comune di Isola Capo Rizzuto, nel giardino della tenuta agricola di Marrelli “Verdi praterie”, dove l’imprenditore ha anche la villa personale e dove erano in corso dei lavori di riparazione di una condotta fognaria. Al momento dell’incidente nella zona non pioveva e, secondo la protezione civile, le cause del cedimento del terreno sarebbero legate ad un incauto sbancamento di terreno durante dei lavori di riparazione di una condotta fognaria.

La rete fognaria era stata danneggiata nei giorni precedenti dal maltempo provocando una fuoriuscita che aveva invaso un seminterrato della villa. I lavori per la messa in opera di un nuovo collettore fognario, realizzati dagli operai del gruppo Marrelli, erano iniziati appunto sabato e stavano andando avanti con una serie di turnazioni. Con i mezzi meccanici dell’azienda era stato realizzato uno scavo di circa sette metri di profondità per il passaggio di un tubo della fognatura. I tre operai erano scesi nello scavo per effettuare la posa dell’ultima tubo. Con loro anche Marrelli che, come era nella sua indole, partecipava attivamente a tutti i lavori che riguardavano le sue aziende. Lo scavo aveva una parete in argilla ed un’altra di terreno di riporto. E sarebbe stata proprio questa ultima a franare, seppellendo i quattro che non hanno avuto neppure il tempo di reagire, morendo soffocati. Li hanno trovati in piedi, con le mani alzate nell’ultimo tentativo di proteggersi il viso: oltre al noto imprenditore, 59 anni, sono deceduti i suoi tre operai Santo Bruno, 53 anni di Isola Capo Rizzuto, Luigi Ennio Colacino, 45 anni, di Cutro, e Mario Cristofaro, 49 anni, di Crotone.  Alla scena hanno assistito altri quattro operai che erano con loro e hanno dato l’allarme.

Solo nelle prime ore di domenica si è avuto la conferma dell’entità del dramma con il faticoso recupero delle quattro salme: sul posto, sotto una pioggia intensa, hanno operato freneticamente carabinieri, vigili del fuoco, sanitari del 118, ispettori del lavoro dell’Asp di Crotone. Le indagini sono affidate alla tenenza dei Carabinieri di Isola Capo Rizzuto. La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un’inchiesta. Il sostituto procuratore Andrea Corvino, che domenica mattina ha effettuato un sopralluogo nel luogo della tragedia, dopo gli accertamenti medico legali ha disposto la riconsegna delle salme alle famiglie. Ma la Protezione civile della Calabria, dopo un primo sopralluogo, esclude un collegamento con l’ondata di maltempo degli ultimi giorni e individua la causa dell’incidente in un “movimento di terra innescato da un incauto sbancamento”.

Sono letteralmente sconvolto dalla tragedia a Isola Capo Rizzuto. Quattro vite umane travolte rappresentano un prezzo troppo grande” ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, esprimendo profondo cordoglio. “La provincia di Crotone piange l’ennesima tragedia sul lavoro dovuta all’inosservanza delle misure di sicurezza: ancora morti che si ripetono con una frequenza e una dinamica che non hanno nulla di nuovo ma che sono inaccettabili perché potrebbero sempre essere evitate, eppure a queste morti sembriamo vergognosamente anestetizzati” ha commento amaro il Presidente dell’Anmil, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro, Franco Bettoni.