Articolo Pubblicato il 25 maggio, 2016 alle 11:50.

Doveva scattare l’esposto presentato dallo Studio 3A per conto dei familiari del 25enne Simone Scerna perché finalmente si iniziasse a sistemare la provinciale 451 di Bruna, la cosiddetta Tuderte, compresa tra Spoleto e Castel Ritaldi (Perugia), dove il 21 aprile 2015 il giovane morì in un incidente stradale dopo essersi schiantato contro un albero. Su ordine del settore Viabilità della Provincia di Perugia, lunedì 23 maggio 2016 è stato aperto il cantiere che durerà quattro mesi e dovrebbe dare una parziale risposta ai problemi di sicurezza dell’arteria. Autovelox (uno ogni 800 metri), nuovo asfalto, semafori agli incroci e attraversamenti pedonali sono stati inseriti nel pacchetto degli interventi, dove però mancheranno i tanto richiesti guard-rail invocati dalla famiglia Scerna. Attraverso i loro legali, avevano chiesto al Pubblico Ministero Michela Petrini, della Procura di Spoleto, di accertare eventuali responsabilità della Provincia; nel punto in cui il giovane, padre da pochi mesi, perse la vita, infatti, mancavano proprio quei dispositivi di protezione dai platani che invece sono presenti in quasi tutto il percorso alberato. Alla Petrini si era chiesto di svolgere delle indagini specifiche, anche con un consulente tecnico, per valutare se vi fossero dei profili di responsabilità a carico di organi oppure soggetti preposti dalla Provincia, ente proprietario della strada e, come tale, tenuta alla sua cura, manutenzione e messa in sicurezza. A fronte delle molteplici norme in vigore dal 1992 che vietano di piantare alberi lateralmente alle strade o impongono determinate distanze, e che comunque prevedono la loro messa in sicurezza attraverso misure idonee come i guardrail, il caso della Provinciale 451 è ben noto a tutti, autorità comprese, perché molte persone sono decedute in incidenti stradali. E infatti la battaglia della famiglia Scerna non è solo per rendere la dovuta giustizia a Simone, che avrebbe potuto salvarsi, ma anche per mettere la Provincia davanti alle sue responsabilità e porre fine una scia interminabile di sangue, garantendo la sicurezza di chi percorre la Tuderte. Ora finalmente si è cominciato a sistemare la provinciale; è un primo passo, anche se altro servirà da fare, mentre i genitori del povero Simone continuano a piangerlo. Con l’ulteriore, grande rammarico che, come al solito, si interviene quando ormai è troppo tardi.