Articolo Pubblicato lunedì, 1 luglio, 2019.

Il 16 giugno 2019 il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha illustrato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio – alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, e del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte – la Relazione annuale sui tragici dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel 2018.

I numeri provvisori anticipati nella scorse settimane, infatti, sono stati confermati e, anzi, sono persino peggiorati.

 

In aumento nel 2018 le morti bianche

Le denunce di infortunio, oltre 645mila, risultano in lievissimo calo dello 0,3% rispetto al 2017. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409mila (-4,3% rispetto al 2017), di cui circa il 19% occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”.

Ma fa specie l’aumento delle denunce di infortuni mortali, che nel 2018 sono state 1.218, +6,1% rispetto all’anno precedente: i casi accertati “sul lavoro” risultano 704, il 4,5% in più rispetto al 2017, di cui 421, pari a circa il 60% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (35 casi sono ancora in istruttoria).

In aumento del 2,6% rispetto al 2017 anche le malattie denunciate nel 2018, circa 59.500.

Ne è già stata riconosciuta la causa professionale per il 37% dei casi, mentre il 3% è ancora “in istruttoria”. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43mila, di cui quasi il 40% per causa professionale riconosciuta.

I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco meno di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2018 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.177 (-16,4% rispetto al 2017), di cui 257 per silicosi/asbestosi (il 74% con età al decesso maggiore di 79 anni).

 

Nessuna inversione di tendenza per i primi cinque mesi del 2019

E la tendenza non accenna a invertirsi, anzi, come attestano gli open data provvisori dell’Istituto, diffusi sempre a fine giugno, relativi ai primi cinque mesi del 2019.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e maggio sono state 269.431, 99 in più  (pari al +0,04%) rispetto alle 269.332 dei primi cinque mesi del 2018. I dati evidenziano a livello nazionale un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 231.354 a 229.923 (-0,6%), e un incremento del 4,0% di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (da 37.978 a 39.508).

Il numero degli infortuni è diminuito dello 0,7% nella gestione Industria e servizi (dai 200.223 casi del 2018 ai 198.817 del 2019), mentre è aumentato dell’1,3% in Agricoltura (da 12.679 a 12.846) e del 2,4% nel Conto Stato (da 56.430 a 57.768).

L’analisi a livello territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+0,4%) e al Centro (+0,7%), una stabilità nel Nord-Est e una diminuzione al Sud (-1,3%) e nelle Isole (-0,6%). Tra le regioni che hanno fatto registrare gli incrementi percentuali maggiori spiccano l’Umbria (+5,3%) e la Sardegna (+2,9%), mentre i decrementi più consistenti riguardano la Valle d’Aosta (-5,2%) e il Molise (-4,7%).

Il lieve aumento che emerge dal confronto dei primi cinque mesi del 2018 e del 2019 è legato essenzialmente alla componente femminile, che registra un +0,7% (da 98.899 a 99.594 denunce), a differenza di quella maschile, in calo dello 0,3% (da 170.433 a 169.837).

Per i lavoratori extracomunitari si evidenzia un incremento degli infortuni denunciati del 3,5% (da 31.323 a 32.406). Per contro, si assiste a un calo per i lavoratori italiani (-0,4%, da 227.884 a 227.058) e per quelli comunitari (-1,6%, da 10.123 a 9.964). Dall’analisi per classi di età, infine, emergono aumenti tra gli under 30 (+2,6%) e gli over 55 (+3,0%). In diminuzione i casi della classe compresa tra i 30 e i 54 anni, che registra una flessione del 2,5%.

 

Gli infortuni mortali crescono ancora

Ma purtroppo continuano ad aumentare anche le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro maggio, che sono state 391, due in più rispetto ai primi cinque mesi 2018 (+0,5%). A livello nazionale, i dati rilevati al 31 maggio di ciascun anno evidenziano otto denunce in più per i casi mortali avvenuti in occasione di lavoro (da 271 a 279) e sei in meno per quelli occorsi in itinere (da 118 a 112).

A livello gestionale, l’Agricoltura ha registrato un aumento di nove denunce (da 35 a 44), a fronte di sei casi in meno nell’Industria e servizi (da 348 a 342) e di uno in meno nel Conto Stato (da 6 a 5).

Dall’analisi territoriale emerge un aumento dei casi mortali al Centro e nel Meridione del Paese: 14 in più al Centro (da 70 a 84), 10 in più al Sud (da 71 a 81) e 15 in più nelle Isole (da 26 a 41). Nel Settentrione si rileva, invece, una diminuzione di otto casi nel Nord-Ovest (da 110 a 102) e di 29 nel Nord-Est (da 112 a 83). A livello regionale, spiccano i 17 casi mortali in più denunciati in Sicilia e i 17 in meno in Veneto.

L’analisi di genere ha mostrato, tra i primi cinque mesi del 2019 e del 2018, un andamento opposto tra i due sessi: 14 casi mortali in più per gli uomini (da 344 a 358) e 12 in meno per le donne (da 45 a 33). In aumento le denunce di infortunio con esito mortale per i lavoratori comunitari (da 22 a 29), a fronte di quattro casi in meno per quelli italiani (da 324 a 320) e di un caso in meno per gli extracomunitari (da 43 a 42).

Dall’analisi per classi di età emergono incrementi nella fascia 45-54 anni (+39 casi) e in quella 20-24 anni (+7), a fronte di un calo di 25 casi per gli over 55. Nessuna denuncia mortale per gli under 20, contro gli otto casi mortali registrati tra gennaio e maggio 2018. In entrambi i periodi compresi tra i primi cinque mesi del 2018 e del 2019 sono avvenuti otto incidenti “plurimi”, eventi che hanno causato la morte di almeno due lavoratori, con 20 vittime tra gennaio e maggio dell’anno scorso e 16 nei primi cinque mesi del 2019, questi ultimi tutti in ambito stradale.

 

Anche le denunce di malattie professionali sono di più

Infine, anche le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi cinque mesi del 2019, che sono state 27.385, risultano 372 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,4%).

Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 20.999 a 21.656 (+3,1%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 5.690 a 5.437 (-4,4%), e nel Conto Stato, da 324 a 292 (-9,9%). A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il Centro (+2,0%), il Sud (+0,7%), le Isole (+5,2%) e il Nord-Est (+0,7%). Il Nord-Ovest si distingue, invece, per un calo dell’1,0%. In ottica di genere, si rilevano 309 denunce di malattia professionale in più per le lavoratrici, da 7.180 a 7.489 (+4,3%), e 63 in più per i lavoratori, da 19.833 a 19.896 (+0,3%).

In aumento sia le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 25.327 a 25.469 (+0,6%), sia quelle dei comunitari, da 540 a 657 (+21,7%), e dei lavoratori extracomunitari, da 1.146 a 1.259 (+9,9%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (15.556 casi), del sistema nervoso (2.741, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (1.811) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle patologie del sistema respiratorio (1.084) e dai tumori (1.046).