Articolo Pubblicato il 10 ottobre, 2016 alle 16:42.

Meno morti bianche, ma sempre più infortuni. Quest’anno si è svolta a Venezia la 66. Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, manifestazione promossa dall’Anmil, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro”, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del Senato, della Camera dei Deputati e del comune di Venezia.


I dati ufficiali, su elaborazioni Istat, forniti dal Presidente dell’Anmil, Franco Bettoni, continuano ad assomigliare ad un bollettino di guerra, a conferma di come questa piaga indegna di un Paese civile sia ben lungi dall’essere rimarginata. L’aspetto positivo è che nei primi otto mesi del 2016, quanto meno, le vittime di infortuni mortali sono diminuite del 13,43% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno, ma per converso è aumentato il numero di incidenti denunciati, 416.740, contro i
410.247 del periodo gennaio-agosto 2015.

Anche se i numeri in Veneto ci dicono che gli infortuni mortali e gli incidenti sul lavoro sono in calo negli ultimi otto anni, non possiamo abbassare la guardia – ha quindi sottolineato l’assessore regionale Manuela Lanzarin, intervenuta in rappresentanza del Governatore, Luca Zaia – Le 120 morti bianche registrate lo scorso anno nei luoghi di lavoro nella nostra regione e gli oltre 73 mila incidenti sono un tributo inaccettabile e insostenibile per un paese civile”.

Alla cerimonia, tenutasi alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, hanno partecipato figure di primissimo piano quali il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, gli onorevoli Cesare Damiano (Commissione Lavoro della Camera) e Maurizio Sacconi (Commissione Lavoro del Senato) e la segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inteso inviare un messaggio nell’occasione e le sue sono state parole forti che dovrebbero far riflettere le istituzioni e il mondo dell’impresa. “La sicurezza sul lavoro è una priorità e costituisce il banco di prova dell’efficienza di un Paese: sul tema non è accettabile alcun calo di attenzione da parte delle istituzioni e delle forze sociali. Qualsiasi incidente sul lavoro è un fatto intollerabile e anche una sola vittima infligge al corpo sociale una ferita non rimarginabile” ha detto il Capo dello Stato, che poi ha aggiunto. Un paese moderno si misura anche dalla capacità di creare e conservare ambienti di lavoro sicuri: morire sul lavoro, ammalarsi per una causa professionale o restare invalidi o mutilati a seguito di un infortunio sul lavoro non è accettabile in un contesto industriale avanzato”.

“Giornate come questa, nel ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro, forniscono l’occasione di riflettere su un dramma che non vede fine. L’attività che oggi (lunedì, ndr) si svolge a Venezia, e contemporaneamente in tutte le province italiane, è di grande rilievo perché contribuisce a diffondere quella cultura della prevenzione che costituisce la base per la creazione di condizioni di lavoro che prevengano i rischi di incidenti. Un tema essenziale, in questo senso, è quello dell’effettività delle norme. Non è sufficiente dotarsi di una legislazione sofisticata, occorre altresì che essa venga concretamente attuata, anche nella disciplina di dettaglio ” ha ammonito Mattarella, che ha concluso con un appello ai vari soggetti preposti “ad adoperarsi affinché i vuoti di legislazione non si traducano in assenze di tutele per i lavoratori e in incertezze applicative per i datori di lavoro. L’attuazione dei provvedimenti sulla sicurezza sul lavoro, a partire da quelli che discendono dal testo unico promulgato nel 2008, deve assumere un significato prioritario”.