Si sperava che dopo i drammatici fatti di Piazza San Carlo a Torino, il 3 giugno 2017, durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid, e dopo il giro di vite dato dalle istituzioni sulle misure di sicurezza delle pubbliche manifestazioni, le tragedie durante feste, concerti e quant’altro non sarebbero più accadute. E invece no.

A riportare tutti all’amara realtà la strage che si è consumata la notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre in una discoteca a Corinaldo, vicino ad Ancona: sei persone sono morte schiacciate dalla calca mentre tentavano di fuggire dal locale, dopo che qualcuno aveva scatenato il panico con uno spray urticante, modalità che ricorda proprio il fatale fuggi della notte di un anno e mezzo prima a Torino. Pesante anche il bilancio dei feriti, 120, di cui sette gravissimi.

Il dramma si è consumato all’una di notte alla Lanterna Azzurra, discoteca frequentata da tanti giovanissimi che erano in attesa del dj set del noto rapper Sfera Ebbasta.  I ragazzi si sono ritrovati nel locale anche per la festa organizzata da cinque istituti superiori di Senigallia, dopo il tam tam dei giorni scorsi anche via social per promuovere l’evento. Le vittime sono cinque minorenni (tre ragazze e due ragazzi, tra i 14 e i 16 anni) e una mamma di 39 anni che aveva voluto accompagnare la figlia. Come detto, i feriti sono 120, tutti con traumi e lesioni da schiacciamento, di cui sette gravissimi e ancora in pericolo. Sono in coma farmacologico: hanno rimediato anche lesioni da asfissia, potrebbero aver subito lesioni cerebrali. In trentacinque sono stati trasportati con le ambulanze del 118 all’ospedale più vicino, quello di Senigallia, e all’ospedale Torrette ad Ancona. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco da Ancona, Senigallia, Arcevia e Jesi.

Diversi i fronti sui quali si stanno muovendo gli inquirenti. Innanzitutto, si è cercato di fare luce su chi abbia spruzzato lo spray al peperoncino rendendo l’aria irrespirabile: il responsabile sarebbe stato individuato in un quindicenne della zona. Il ragazzino è stato posto in stato di fermo per la droga trovatagli a casa, dove gli investigatori sono arrivati dopo averlo identificato solo in base alle testimonianze degli altri ragazzi che erano nel locale: non ci sono infatti né video in cui compare né immagini del momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta. Nei suoi confronti non sono dunque ancora scattati atti formali per quanto accaduto venerdì notte: non è stato sentito e il suo nome non è ancora iscritto nel fascicolo aperto dalla procura dei minori per omicidio preterintenzionale.

Ma le indagini stanno battendo anche la solita pista legata al mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza, a cominciare dal sovraffollamento del locale. Il premier Giuseppe Conte una volta arrivato a Corinaldo, e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, anche lui sul posto, hanno spiegato che erano stati venduti 1.400 biglietti per uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere in una delle tre sale del locale, la principale, con una capienza di 469 posti. La struttura, complessivamente, poteva accogliere al massimo 870 persone.

La Procura indaga per omicidio colposo plurimo, il locale è ovviamente sotto sequestro.