Articolo Pubblicato il 16 giugno, 2020 alle 10:52.

Il 12 giugno, all’ospedale maggiore di Bologna, dov’era stato trasportato in gravissime condizioni, si è purtroppo registrata la prima vittima in Italia di un incidente con il monopattino elettrico.

Si tratta di un impiegato sessantenne, Andrea Cacciari, residente in una frazione di Molinella, che il giorno precedente, alle 8.30 del mattino, a Budrio, all’incrocio con una rotatoria, si era scontrato con un’utilitaria, la cui conducente, una quarantenne, ora è indagata per omicidio stradale: il Pm della Procura di Bologna, dott. Bruno Fedeli, ha aperto un fascicolo.

 

Il primo incidente mortale di un “monopattinista” in Italia

Il monopattino elettrico su cui viaggiava risultava omologato per la circolazione su strada e senza l’uso obbligatorio del casco. Stando ai primi accertamenti condotti dalla Polizia municipale, però, il mezzo non avrebbe potuto circolare su una strada extraurbana dove non era presente una pista ciclabile.

L’incidente mortale ha subito riaperto la discussone sulle ancora tante, troppe criticità che persistono sulla circolazione dei monopattini elettrici che, dallo scorso primo marzo 2020, sono stati equiparati a tutti gli effettui ai velocipedi, e pertanto sono diventati “veicoli” a tutti gli effetti, con specifici obblighi da parte degli utilizzatori. Anche perché i sinistri che hanno visto coinvolti i monopattini sono aumentati a dismisura.

 

Impennata di sinistri nel 2020

Nel 2020 gli episodi censiti dall’apposito osservatorio dell’Asaps sono già 22, 14 dei quali tra il 17 maggio e l’11 giugno, durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus, mentre nel 2019 erano stati solo 7. Da giugno 2019 a giugno 2020 si sono contati un decesso, due feriti gravi in prognosi riservata, e altri 27 feriti, tra cui dieci minorenni che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.

Nell’ultimo mese sono avvenuti incidenti a Roma, con una donna investita in piazza di Spagna; a Montegrotto Terme (Padova), con un monopattinista ubriaco alla guida e segnalato alla Procura per guida in stato d’ebbrezza; ad Ivrea (Torino) per uno scontro contromano, a Leini (Torino) dove un ragazzino undicenne (che peraltro non poteva guidare questo veicolo per condurre il quale bisogna avere almeno 14 anni) è stato investito; a Monza dove un 34enne è caduto da solo procurandosi gravi ferite; a Parma dove un monopattino guidato da un 47enne è stato investito sulle strisce pedonali; a Conselve (Padova) dov’è stato coinvolto un campione juniores di ciclismo; a Bergamo lo scorso 24 maggio con un pirata della strada che ha travolto un trentenne alla guida di un monopattino, e ancora ad Arco (Trento) dove un bimbo di dieci anni è rimasto ferito dopo aver urtato un’auto.

Come si vede, i monopattini non sono prerogativa dei giovanissimi, ma sono utilizzati anche da persone di mezza età che lo ritengono un mezzo utile per districarsi nel traffico, per il piacere di poter circolare anche nei centri storici ma anche per raggiungere i luoghi di lavoro dopo aver parcheggiato l’auto nei parcheggi scambiatori.

 

Il monopattino elettrico non è coperto da assicurazione

Numeri che fanno riflettere, in primis sulle credenziali richieste a questi mezzi. Per poter circolare, i monopattini devono rispondere a specifiche caratteristiche tecniche, e devono rispettare ad esempio i limiti di velocità di 25 km/h quando procedono sulla carreggiata e di 6 km/h nelle aree pedonali, ma proprio per l’equiparazione alle biciclette, non sono soggetti ad omologazione, approvazione, immatricolazione, targatura e soprattutto all’assicurazione e l’obbligo del casco vale solo per i minori di 18 anni.

E la regolamentazione della sua circolazione è ancora incerta

E poi restano tante problematiche sulle modalità di circolazione. “È un incidente assurdo, frutto di una normativa sbagliata e pericolosa – ha commentato la tragedia il sindaco di Budrio Maurizio MazzantiCircolano sempre più monopattini: serve al più presto una regolamentazione chiara sull’uso di questi dispositivi. Occorre fare chiarezza e capire quali strade o quali percorsi sono adatti, per tutelare la sicurezza di chi sceglie di spostarsi con questi mezzi di ultima generazione e di chi usa la bici o l’auto”.

Anche Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna, ha chiesto “regole chiare” per garantire “una maggiore sicurezza in strada”. “Dopo questo primo incidente grave – ha detto – occorre riflettere e chiedere chiarimenti, a partire dall’uso di una segnaletica dedicata, che indichi anche limiti di velocità, fino ai tratti dove è possibile usarli o sull’obbligo di posizionare dispositivi luminosi per segnalare i monopattini o altri dispositivi agli utenti della strada.

I sindaci, poi, che su su questa partita hanno ricevuto molte competenze, devono predisporre i “Piani della Mobilità in Emergenza – PME”, affinché vi sia una vera e sicura coesistenza con altri protagonisti della circolazione stradale e con l’utenza debole, come i pedoni, i ciclisti, i disabili, ma anche autovetture, autocarri, mezzi di lavoro, autobus.

Il rispetto del Codice della Strada prima di tutto

Fermo restando che gli utilizzatori dei monopattini devono entrare nell’ordine delle idee che si tratta, come detto, di un veicolo a tutti gli effetti e che dunque vanno rispettate le regole del Codice della Strada per la propria e anche altrui incolumità, a maggior ragione a bordo di un mezzo che presenta anche delle difficoltà per le dimensioni delle ruote e per le strade spesso già impraticabili per altri utenti a due ruote.

Insomma, occorrono messaggi chiari sia per chi usa questo veicolo ma anche per chi lo incrocia sulle strade, perché il monopattinista è un altro utente debole, che – e lo dimostrano gli episodi di pirateria piuttosto che di mancate precedenze – va rispettato sulla carreggiata stradale.