Articolo Pubblicato il 30 luglio, 2016 alle 16:54.

TESTATA: Corriere del Veneto – 30/07/2016

Giovane investita a causa del ghiaccio: sotto accusa chi doveva pulire la strada. Venezia. E’ stata in coma per giorni, poi quando si è risvegliata praticamente non parlava più. In questi mesi ci sono stati dei miglioramenti, ma la vita di una ragazza di 23 anni di Teglio Veneto è stata segnata per sempre da quel terribile schianto del 5 gennaio scorso sulla tangenziale di Portogruaro, quando venne travolta da un camion che era scivolato sul ghiaccio, mentre si stava recando a San Stìno di Livenza per uno stage in municipio sotto l’egida dell’università di Ca’ Foscari: non solo non potrà più riprendere gli studi universitari, ma non sarà più autosufficiente.

Ora, in tempi record, la procura di Pordenone ha però chiuso l’indagine e il 2 dicembre si presenteranno di fronte al giudice dì pace non solo l’autista che era alla guida del camion (il 37enne bosniaco Aleksandar Cvijanovic, residente a San Vito al Tagliamento) e che dunque è stato il responsabile materiale dell’incidente, ma anche i due soggetti individuati come coloro che avrebbero dovuto garantire una maggiore sicurezza sulla strada, spargendo sale o altro

materiale antighiaccio: il funzionario dell’Anas Paolo Fiorentino, 64enne di Noventa Padovana, capo del Centro manutentorio numero 1, e Piergiorgio Michieletto, 56enne di Martellago, legale rappresentante della «F.lli Michieletto Strade srl», che aveva in appalto la manutenzione invernale della tangenziale. La tesi del pm Federico Facchin è che anche a loro debba essere contestato il reato di lesioni gravissime perché avrebbero omesso di mettere in sicurezza la strada.

Tesi che peraltro aveva sostenuto anche lo studio 3A, specializzato nell’infortunistica, a cui si era rivolta la famiglia della giovane. «C! batteremo con ogni mezzo perché lei e la sua famiglia ottengano giustizia e, soprattutto, un equo risarcimento – spiega Riccardo Vizzi, area manager di Studio 3A – Stiamo parlando di una ragazza che è viva per miracolo ma che ha riportato danni cerebrali irreversibili e che avrà bisogno di cure mediche e di assistenza per tutto il resto della sua vita».

Alberto Zorzi