Articolo Pubblicato il 29 luglio, 2016 alle 10:25.

TESTATA: La Nuova.it – 29/07/2016

PORTOGRUARO. È disposto anche a perdonare. Ma loro, i protagonisti di tutta questa storia, devono mettersi nelle condizioni di pentirsi di tutte le omissioni e di tutti i depistaggi che all’epoca vennero organizzati per cercare di sfuggire alle proprie responsabilità. Dal 2 maggio 2014 lui, invoca verità e giustizia. Si tratta di Giorgio Rizzetto, il padre di Marco Rizzetto, il giovane morto dopo un drammatico incidente nella zona di via Olivetti, all’East Gate Park.

Rizzetto nella sua battaglia è affiancato dallo Studio 3A e da qualche tempo anche dall’avvocato Gianluca Liut. Rizzetto manifesta la disponibilità al perdono tre giorni dopo la sentenza del Tribunale di Pordenone che ha condannato a 4 mesi di carcere, pena sospesa, Daniele Colautto. L’uomo, residente a Ronchis, è stato dichiarato colpevole non per l’omissione di soccorso ai danni del povero Marco, ma ai danni dell’amica che si trovava con lui al momento dell’incidente, Rosanna Tabino, che un anno fa aveva patteggiato 21 mesi di galera, anche qui pena sospesa, per le sue responsabilità nell’incidente.

Il punto, però, è che Giorgio Rizzetto non si ferma. Vuole giustizia perché lui e i familiari sono convinti che Marco quella sera si sarebbe potuto salvare se Colautto e Tabino avessero dato l’allarme tempestivamente. «Non volevano far sapere della loro relazione, hanno intessuto una ragnatela di contatti e di chiamate, anche attraverso i telefonini, in modo tale da non farsi scoprire», ricorda Rizzetto, che poi racconta un particolare inedito, «Io non voglio lo scontro. Per questo mi rendo disponibile a perdonare, purché ci siano le condizioni per farlo. Ma attenzione, tutti i coinvolti di questa tristissima vicenda legata a mio figlio, hanno fatto di tutto per non meritare al momento il perdono mio e di mia moglie. Di notte, non dormiamo più. Ho scritto Colautto, Tabino e a Scibetta, di mio pugno, una lettera, chiedendo di collaborare e di ammettere le loro responsabilità». IL padre diMarco non ha avuto ancora alcuna risposta dalle persone coinvolte, sebbene nei giorni successivi all’evento Daniele Colautto, in lacrime al telefono, avesse manifestato l’intenzione

di voler parlare coi familiari del ragazzo. Giorgio Rizzetto vive questa situazione con ammirevole pazienza. «Ogni settimana», conclude, «vado sul luogo della tragedia, dove su un palo ci sono un mazzo di fiori e una foto di mio figlio. In quel posto, lo sento ancora vicino».

Rosario Padovano