Articolo Pubblicato il 15 giugno, 2020 alle 10:30.

Se una vettura rubata causa un danno l’assicurazione risponde? In forza dell’articolo 122, comma 3, del Codice delle Assicurazioni, la copertura assicurativa non ha effetto se la circolazione del veicolo sia avvenuta contro la volontà del suo proprietario (prohibente domino), nel qual caso, per essere risarciti, ci si deve rivolgere al Fondo di Garanzia per le vittime della strada che interviene, per l’appunto, nel caso di sinistri causati da mezzi non individuati o non assicurati.

E’ tuttavia importante sottolineare quando la garanzia viene meno sulla scorta dello stesso articolo 122, e cioè dal giorno successivo a quello nel quale è stata presentata denuncia di furto all’autorità di pubblica sicurezza: pertanto, fino al momento in cui viene sporta la denuncia e per tutto il giorno in cui essa è stata presentata, la copertura è ancora operante.

Non è un dettaglio secondario, quello riaffermato dall’ordinanza 10929/20 deposita il 9 giugno 2020 dalla Cassazione, perché spesso i malviventi si sbarazzano rapidamente delle macchine rubate utilizzate per atti criminosi: in queste circostanze, in questo lasso di tempo, ci si può dunque (ancora) rivolgere all’assicurazione del veicolo in questione per essere risarciti.

 

Negato il risarcimento per i danni provocati da un’auto rubata

Nel caso di specie, la Suprema Corte si è pronunciata su un contenzioso scaturito dal danneggiamento di un fondo rustico a causa del propagarsi di un incendio scoppiato in seguito all’esplosione di un veicolo rubato lasciato nei pressi del terreno. Le proprietarie del fondo avevano chiesto i danni citando in causa il proprietario del mezzo e la sua compagnia di assicurazione, UnipolSai, e in primo grado era stato loro riconosciuto il risarcimento, ma il Tribunale di Trani, con sentenza del 2018, aveva accolto l’appello della compagnia assicurativa, ritenendo non operante la polizza a protezione del rischio incendio conclusa dal proprietario della vettura esplosa.

Il ricorso per Cassazione

Le due donne hanno quindi proposto ricorso per Cassazione deducendo sia la violazione e falsa applicazione del codice delle assicurazioni, art. 122, in relazione al mancato riconoscimento della copertura assicurativa per il giorno dell’incendio, il 6 giugno 2009, sia l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, ossia l’individuazione del giorno esatto in cui era stata effettuata la denuncia di furto, circostanza determinante ai fini della decisione, perché, come si è detto, se la denuncia fosse stata effettuata, come sostenevano loro, il giorno stesso dell’incendio, la copertura assicurativa sarebbe stata ancora operante.

La Suprema Corte accoglie le doglianze

E per la Cassazione il ricorso è “manifestamente fondato” sussistendo in pieno il vizio di motivazione lamentato, “non avendo il giudice di appello considerato – spiega la Suprema Corte – la decisività della data esatta della denuncia di furto depositata in atti, che, se intervenuta il giorno stesso dell’incendio, poche ore prima, come sostenuto dalle ricorrenti, avrebbe portato a escludere l’applicazione dell’art. 122 cod. ass., in base al quale l’assicurazione non ha effetto se la circolazione del veicolo è avvenuta contro la volontà del proprietario a partire dal giorno successivo alla presentazione della denuncia alla autorità di pubblica sicurezza”.

 

Mancato l’accertamento sul momento in cui era stata sporta la denuncia di furto

Il tribunale, quale giudice d’appello – ricostruiscono la vicenda giudiziaria gli Ermelllini -, aveva ricostruito la nozione di circolazione contro la volontà del proprietario affermando che a tal fine è necessario non solo che il proprietario manifesti il proprio dissenso alla circolazione del veicolo, ma anche che abbia adottato tutte le misure ragionevolmente esigibili dall’uomo medio perché ciò non accada. I giudici territoriali avevano quindi desunto la prova che la circolazione del veicolo fosse avvenuta contro la volontà del suo proprietario dal fatto che questi avesse denunciato il furto.

Quindi, avevano ritenuto applicabile alla situazione di fatto, così accertata, la norma dell’art. 122 terzo comma cod. ass., là dove prevede che la copertura assicurativa viene meno dal giorno successivo a quello in cui è stata presentata denuncia alla pubblica sicurezza, introducendo in questo caso l’intervento a copertura del Fondo di Garanzia, mentre sino al momento della presentazione della denuncia e per il giorno in cui la stessa viene presentata la garanzia è ancora operativa.

 

Garanzia assicurativa operante fino alla denuncia di furto e per tutta quella giornata

Tuttavia, come evidenziato dalle ricorrenti, conclude la Suprema Corte, “vi è un salto logico nella parte finale della motivazione derivante dall’omessa considerazione di un fatto decisivo.

Premessa la corretta ricostruzione in diritto, il tribunale avrebbe dovuto dar conto delle circostanze di fatto che lo inducevano a ritenere che il fatto verificatosi fosse sussumibile nella fattispecie normativa indicata, e si collocasse di conseguenza fuori dalla operatività della garanzia assicurativa: mentre il provvedimento si limita ad affermare, nella parte iniziale della motivazione, che il proprietario aveva denunciato la sottrazione dell’auto, alla quale altri avrebbero dato fuoco in prossimità del fondo delle ricorrenti, ma non accerta quando questa denuncia sia intervenuta, in particolare se il giorno stesso dell’incendio, come sostengono le ricorrenti facendo riferimento al documento prodotto in atti e debitamente richiamato, e del quale non si è tenuto conto, nel qual caso a norma dell’art. 122 citato la garanzia sarebbe ancora operativa o in giorno precedente”.

La sentenza impugnata è stato pertanto cassata e la causa rimessa al Tribunale di Trani in persona di diverso giudice affinché esegua l’accertamento di questo fatto decisivo e ne tenga conto, nella sua decisione finale.