Articolo Pubblicato il 7 aprile, 2016 alle 18:16.

TESTATA: Venezia Today – 07/04/2016

Anziano travolto: maxi risarcimento a Jesolo

Nulla lo ripagherà delle sofferenze e delle pesanti conseguenze causategli dall’assurdo sinistro di cui è rimasto vittima, ma quanto meno ha ottenuto un congruo risarcimento che gli consentirà di far fronte anche in futuro alle ingenti spese di assistenza di cui avrà bisogno. Il 19 dicembre 2014, in pieno centro a Jesolo, G.V., un (oggi) settantasettenne del posto, sta camminando tranquillamente sul marciapiede in via Nazario Sauro, quando all’improvviso rimane coinvolto in un incidente. La ricostruzione viene fornita in una nota da Studio 3A: facendo manovra per entrare con il suo autocarro Nissan in uno dei parcheggi di fronte alla Farmacia Internazionale, un sandonatese di 54 anni urta inavvertitamente una Lancia Y regolarmente parcheggiata la quale, in seguito al colpo, invade il marciapiede e finisce addosso al pedone che sta passando e che ha la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

L’impatto, all’altezza della gamba destra, è violento: per il malcapitato inizia un lungo calvario. G.V., subito soccorso e trasportato all’ospedale di San Donà, riporta la frattura transcervicale del femore, con inclinazione e risalita dei monconi. Viene sottoposto a un intervento di endoprotesi biarticolare al femore e all’anca ma il decorso post-operatorio si complica a causa dell’anemia e di altre patologie pregresse. Resta per due giorni in Rianimazione, prima di passare nel reparto di Ortopedia e poi in quello di Medicina, per poi essere trasferito nel reparto di Degenza Riabilitativa Estensiva dell’ospedale di Jesolo: torna a casa solo il 27 febbraio 2015, più di due mesi dopo l’incidente. Ma anche dopo le dimissioni, deve continuare il percorso riabilitativo con periodiche visite di controllo e sedute di fisioterapia.

Il risultato, però, è che il pesante trauma ha compromesso irrimediabilmente la capacità di deambulazione dell’anziano, rendendola precaria, claudicante e possibile solo per pochi passi, con l’ausilio del bastone se non del “girello”. G. V., oltre alle sofferenze costanti, di fatto oggi non è più autonomo e autosufficiente per le mansioni quotidiane. Anche andare al bagno e farsi la doccia per lui è un problema, non parliamo delle due rampe di scale da diversi gradini l’una che deve percorrere per salire nel suo appartamento, al secondo piano di una palazzina priva di ascensore: dovrà installare a sue spese un monta scale, che costa quasi diecimila euro. Pur avendo la patente, non può più guidare e fa fatica anche a salire su un’automobile: quando deve sostenere qualche visita, deve farsi accompagnare in ambulanza. Una situazione che si ripercuote anche sui familiari che devono assisterlo, in primis la moglie, che abita con lui ma che non ha la patente.

Per avere giustizia, G. V. e la sua famiglia, attraverso il consulente Ricardo Vizzi, si sono quindi rivolti a Studio 3A, la società specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. Al settantasettenne sono stati riconosciuti 24 punti di invalidità permanente, più un lungo periodo di danno biologico temporaneo e un notevole danno morale, legato al grado di sofferenza patito durante il corso della malattia, per un risarcimento complessivo di cento diecimila euro.

“Siamo riusciti a valorizzare i diversi profili di danno che ha subito quest’anziano, la cui esistenza non tornerà più come prima – spiega Riccardo Vizzi, consulente di Studio 3A – Si tratta di un risarcimento d’importante entità, ma che rispecchia ciò che il nostro assistito ha patito. La somma inoltre, è tutt’altro che un “capriccio”, considerati anche i tanti costi che ha sostenuto e che dovrà sostenere anche in seguito per visite, fisioterapia, attrezzatura e l’assistenza di cui avrà bisogno”.