Articolo Pubblicato il 12 marzo, 2020 alle 12:00.

Maria Laura Veraldi aveva riportato gravi politraumi e durante la degenza ha anche perso suo marito. Indagato il 45enne di Mozzo che l’ha investita il 9 gennaio con la sua auto

Maria Laura Veraldi non ce l’ha fatta a superare i gravi postumi dell’incidente stradale di cui è rimasta vittima il 9 gennaio 2020, quand’era stata investita da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali nel suo paese, Presezzo, nel Bergamasco, e il profondo dolore per la perdita del marito Andrea, che si è spento proprio mentre la moglie e compagna di una vita stava lottando per uscire dal tunnel: la settantanovenne (avrebbe compiuto 80 anni il 28 maggio) è deceduta domenica 8 marzo all’ospedale di Piario dopo due mesi di ricovero in tre diverse strutture.

La Procura di Bergamo, per il tramite del Pubblico Ministero, dott. Antonio Pansa, come da prassi, aveva già aperto un procedimento penale per lesioni personali stradali gravissime, iscrivendo nel registro degli indagati l’automobilista che ha travolto l’anziana, un quarantacinquenne di Mozzo (Bg): ora il capo d’imputazione dovrebbe trasformarsi in omicidio stradale.

Il tragico sinistro è accaduto poco prima delle 10 del mattino in via Vittorio Veneto, tratto della Strada Provinciale 166, all’altezza del civico 1059: in quel momento le condizioni di guida erano ottimali, clima sereno, visibilità buona, fondo stradale asciutto. La signora, che era totalmente autosufficiente, è stata investita mentre attraversava la strada regolarmente sulle strisce pedonali da una Hyundai Tucson condotta appunto dal quarantacinquenne di Mozzo, è stata caricata sul cofano e infine sbalzata a diversi metri di distanza, rovinando sull’asfalto: sul posto per i rilievi sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Presezzo.

La donna è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove le hanno riscontrato fratture plurime (in particolare, all’ulna, al bacino e al coccige) ed emorragie interne e dov’è rimasta ricoverata per più di un mese. Sembrava potesse farcela, l’11 febbraio è stata trasferita all’istituto della Fondazione Gusmini di Vertova per iniziare la riabilitazione, ma purtroppo sono subentrate delle complicazioni e le sue condizioni si sono aggravate. E non l’ha certo aiutata la terribile notizia che le figlie hanno dovuto darle il 22 febbraio, quella della morte per problemi respiratori del marito Andrea Grignani, di 86 anni: per la signora Maria Laura, rimasta cosciente fino quasi alla fine, è stato un colpo durissimo, così come l’impossibilità di dare l’ultimo saluto al consorte. Sta di fatto che una settimana dopo, il 29 febbraio, la paziente è stata condotta e ricoverata all’ospedale Locatelli di Piario, dove però la situazione è precipitata e l’8 marzo l’anziana è spirata.

Le figlie della vittima, Francesca e Stefania, sconvolte per la perdita di entrambi i genitori in pochi giorni, per essere assistite, fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, attraverso l’area manager Riccardo Vizzi, si sono affidate a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito attivato per acquisire tutti i verbali relativi al sinistro e la documentazione clinica delle degenze, e per monitorare da vicino l’attività della Procura.

Le due donne sono perfettamente consapevoli dell’estrema gravità dell’allarme sanitario in cui si trova tutto il Paese, e la Lombardia in particolare e, pur nella profonda amarezza, comprendono anche la situazione di emergenza totale negli ospedali che ha determinato un notevole ritardo nella comunicazione del decesso della loro cara. Compatibilmente con il possibile, tuttavia, confidano che i tempi della magistratura per disporre l’eventuale esame autoptico non siano troppo lunghi, per poter dare almeno una degna sepoltura alla loro mamma, dato che anche il funerale sarà precluso.