Articolo Pubblicato il 10 giugno, 2020 alle 15:00.

E’ tornato tutto come prima. Purtroppo. Con la fine del lockdown per il coronavirus, e il ritorno del traffico ai livelli praticamente abituali, sono purtroppo ricominciate anche le stragi sulle strade e, anzi, il fenomeno si è ulteriormente acuito, come di evince dai dati forniti dall’Asaps e dai suoi osservatori.

 

Ricominciate le “stragi del sabato sera” e quelle dei pedoni

Nel primo fine settimana di giugno, l’osservatorio relativo alle cosiddette “Stragi del sabato sera”, quegli incidenti gravi che coinvolgono conducenti giovani nelle due notti del venerdì sul sabato e del sabato sulla domenica, e che da marzo a maggio si erano pressoché azzerati, ha registrato 7 episodi gravi con quattro vittime (due avevano meno di vent’anni) e dieci feriti.

Nel mese di maggio, che già aveva visto diverse, graduali riaperture, anche i pedoni che hanno perso la vita dopo essere stati investiti sono sensibilmente aumentati: 15, contro i 5 di marzo e aprile.

 

Due drammatici incidenti plurimortali in poche ore

Ma a fare specie sono soprattutto i due incidenti plurimortali successi nel giro di poche ore di distanza sulla A1, in Toscana, e nel Bolognese, dove hanno perso la vita otto persone tra cui diversi minori. A provocare il primo (in foto), venerdì 5 giugno, un rumeno di trent’anni con precedenti penali che guidava ininterrottamente da trenta ore e che ha sbandato con un minivan (dove trasportava un passeggero in più del consentito), schiantandosi con un camion e una macchina fermi in corsia di emergenza e uccidendo i suoi due figlioletti di 2 e 10 anni e i suoi genitori, oltre a ferire altre sette persone. L’uomo è stato arrestato per omicidio stradale.

E quattro giovanissime vittime, tre ragazzi tunisini tra i 20 e i 21 anni e una bimba di appena 9 anni, ha mietuto anche il terribile scontro frontale tra due auto successo nella serata di sabato 6 giugno a San Giovanni in Persiceto, nella Bassa Bolognese.

Il fenomeno, in tragico aumento, dei sinistri con più vittime nel 2019

Con l’occasione, l’Asaps ha anche fornito i numeri da bollettino di guerra, relativi al 2019, di questi incidenti “plurimiortali”, che destano profonda eco nell’opinione pubblica proprio perché costano la vita a due o più persone.

Lo scorso anno ne sono stati contati 139, 14 in più rispetto al 2018 quando furono 125, e hanno causato 306 vittime, dieci in più rispetto all’anno precedente: 117 con due vittime, 17 con tre, tre con quattro vittime e 2 gli incidenti con oltre quattro morti. Ancora più tragico il dato relativo ai bambini, ben 7, che hanno perso la vita in questi incidenti. Delle 306 vittime 42 erano straniere pari, al 14%.

 

L’analisi per tipo di strade, orario, veicolo e distribuzione territoriale

Di questi 139 sinistri plurimortali, 31 sono avvenuti in autostrade o superstrade, il 22%, 95 sulle strade stradali e provinciali, le più pericolose, il 68%, e 13 nelle aree urbane, il 9%. Il maggior numero di schianti gravissimi è avvenuto nell’orario dalle 6 alle 12  con 43 eventi (31%), quasi con lo stesso numero i plurimortali successi di notte dalle 00 alle 06 con 42 eventi (30%). Sono poi 35 gli episodi successi dalle 12 alle 18 (25%) e infine 19 dalle 18 alle 24 (14%). Solo 4 gli incidenti in cui ci è stato possibile accertare con sicurezza l’abuso di alcol, uno legato all’abuso di stupefacenti.

Quanto alla distribuzione territoriale, 50 incidenti gravissimi sono avvenuti al Nord (36%), 36 al Centro (26%) e 53 al Sud (38%). La drammatica classifica per regioni è guidata dalla Puglia  con 18 schianti plurimortali: seguono la Lombardia e l’Emilia Romagna con 14, il Veneto e la Sicilia con 13, il Piemonte con 11, la Campania con 10, il Lazio con 9, la Toscana con 8, la Calabria con 7.

Per quanto riguarda, infine, il tipo di mezzo, nella stragrande maggioranza di questi sinistri, 118, sono rimaste coinvolte autovetture, in 13 autocarri, in 7 delle moto, in tre casi delle biciclette e in 8 casi anche dei pedoni.