Articolo Pubblicato il 28 agosto, 2020 alle 10:00.

Da quando decorre il termine di pagamento nel caso in cui il giudice abbia stabilito una provvisionale per il risarcimento del danno alla parte civile senza però fissare scadenze temporali per ottemperarvi? La domanda non è peregrina, sia perché riguarda migliaia di danneggiati sia perché finora della questione si erano date più interpretazioni. Anche per questo è di assoluto rilievo la sentenza n. 23742/20 del 10 agosto 2020 nella quale la Cassazione, I sezione Penale, ha chiarito che qualora il beneficio della sospensione condizionale della pena sia subordinato al pagamento di una provvisionale in favore della parte civile il cui termine non sia stato stabilito dal Giudice, lo stesso coincide con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna”. 

Per il giudice dell’esecuzione, se non è fissato, il termine per pagare è quinquennale

La vicenda. Con ordinanza del 10 ottobre 2019 il Tribunale di Ascoli Piceno, quale giudice dell’esecuzione, aveva respinto la richiesta del Pubblico Ministero di revoca della sospensione condizionale della pena concessa a un imputato, con sentenza n. 877/16, irrevocabile dall’8 luglio 2018, pronunciata dallo stesso Tribunale. Il beneficio era stato condizionato al pagamento di provvisionale, ma per tale adempimento non era stato stabilito alcun termine. Di conseguenza, secondo i giudici autori dell’ordinanza, si doveva ritenere operante, anche per la condizione apposta al beneficio, il termine quinquennale di cui all’art. 163 del codice penale, termine che non era ancora decorso.

Il Pm ricorre per Cassazione sostenendo il termine del passaggio in giudicato della sentenza

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno ha quindi proposto ricorso per Cassazione chiedendo l’annullamento dell’ordinanza impugnata per la violazione dell’art. 165 cod. pen., norma interpretata dal ricorrente nel senso che, nel caso di omessa indicazione di un termine per il pagamento della provvisionale in favore della parte civile, essa doveva essere corrisposta al passaggio in giudicato della condanna, e, in mancanza di tempestivo adempimento, doveva essere revocato il beneficio sottoposto a condizione.

La Suprema Corte accoglie il ricorso

Ebbene, per la Suprema Corte è fondato, con conseguente annullamento, con rinvio, dell’ordinanza impugnata. I giudici entrano subito nel merito della questione riguardante, come detto, la individuazione, da parte del giudice dell’esecuzione, del termine – qualora non sia stato stabilito dalla sentenza di condanna – entro il quale il condannato deve adempiere alla prestazione a cui il giudice, ai sensi dell’art. 165 cod. pen., ha condizionato l’operatività del beneficio della sospensione condizionale della pena.

Come si è visto, l’ordinanza in discussione aveva ritenuto che, in assenza di statuizione del giudice della cognizione, il contenuto decisorio della sentenza dovesse essere integrato, in relazione all’imposizione di obblighi ai sensi dell’art. 165 cod. pen., con l’applicazione del termine, quinquennale o biennale a seconda che la condanna riguardasse delitto o contravvenzione, previsto dall’art. 163 cod. pen., il cui decorso, senza la commissione di nuovi reati, è condizione per conseguire l’effetto estintivo del reato, ai sensi dell’art. 167 cod. pen. Questa decisione, ammette la Suprema Corte, “ha un condiviso orientamento espresso anche in diverse pronunce di questa stessa Corte, secondo le quali, in caso di subordinazione del beneficio della sospensione condizionale della pena all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, l’omissione della indicazione del termine entro il quale gli obblighi, ai quali il beneficio risulta condizionato, devono essere adempiuti non comporta la nullità della clausola, ma solo la sua integrazione con il termine legale di sospensione condizionale della pena previsto dal comma primo dell’art. 163 cod. pen. (due o cinque anni appunto, a seconda che trattasi di contravvenzione o delitto)“.

La Cassazione sposa la tesi della data di irrevocabilità della sentenza

Ma la Cassazione rileva poi che nella giurisprudenza si sono affermati anche diversi orientamenti, nel senso, da una parte, della necessità dell’intervento del giudice dell’esecuzione, ad integrazione del contenuto decisorio della sentenza, con la fissazione del termine, ovvero, dall’altra, della operatività, in caso di omessa fissazione da parte del giudice, della data di irrevocabilità della sentenza come termine di adempimento della prestazione oggetto della clausola

Ed è appunto quest’ultimo orientamento affermatosi nella giurisprudenza più recente che il Collegio condivide. “Si è evidenziata – scrivono i giudici del Palazzaccio -, da una parte, la diversa ratio del termine di cui all’art.163 cod. pen. e, dall’altra, la previsione legale di specifici termini di adempimento degli obblighi rientranti nella previsione di cui all’art. 165 cod. pen. Con particolare riferimento all’obbligazione pecuniaria, l’art. 1183 cod. civ. stabilisce che, “se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita il creditore può esigerla immediatamente”, salvi i casi in cui, “in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell’esecuzione, sia necessario un termine”, che in mancanza di accordo delle parti è stabilito dal giudice.

In quanto obbligazione pecuniaria, la provvisionale è immediatamente esigibile dal creditore

La condanna al pagamento di provvisionale, spiegano e proseguono gli Ermellini, fa sorgere un’obbligazione pecuniaria immediatamente esigibile dal suo creditore, se non è stato apposto uno specifico termine di adempimento. “Ne consegue, quindi, che l’omessa indicazione da parte del giudice della cognizione di un termine per l’adempimento dell’obbligo, di corrispondere una somma di denaro, determina l’operatività del disposto di cui all’art. 1183 cod. civ., che prevede l’immediata esigibilità della prestazione”.

La Cassazione sostiene e riafferma quindi il principio di diritto secondo il quale: “qualora il giudice della cognizione non abbia stabilito il termine di pagamento della provvisionale assegnata in favore della parte civile – cui è subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena -, esso coincide con la data di passaggio in giudicato della sentenza“.