Articolo Pubblicato il 24 maggio, 2020 alle 10:00.

Il provvedimento riguarda migliaia di utenti della strada, e non solo, che non saranno certo contenti: dal primo giugno niente più trenta giorni di tempo per pagare le multe con il trenta per cento di sconto, sia quelle per violazioni del Codice della Strada, sia quelle per l’inosservanza dei vari DPCM da 400 a tremila euro): si torna ai tempi, ristrettissimi, ante-coronavirus, ossia solo cinque giorni di tempo per avere la riduzione della contravvenzione.

Proroga dei “trenta giorni” sparita dal Decreto Rilancio

Un dietrofront a sorpresa perché nella bozza finale del 13 maggio del “Dl Rilancio” la misura risultava prorogata fino al 31 luglio 2020, cioè fino al termine dello stato di emergenza sanitaria stabilito dal Governo lo scorso 31 gennaio per sei mesi. Ma nella pubblicazione del Decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020 si scopre che la proroga è sparita.

Da giugno si torna ai 5 giorni di tempo per il pagamento scontato del 30%

Nel testo ufficiale (art. 46) viene introdotta infatti la modifica dell’art. 108 del “Decreto Cura Italia”, ma non l’ampliamento della possibilità già riconosciuta (nella bozza era l’art. 253), del pagamento del minimo edittale dell’importo delle sanzioni ridotto del 30% entro 30 giorni (anziché 5) dalla contestazione o notificazione dei verbali e anche per le violazioni dell’art. 4 del decreto-legge nr. 19/2020, in materia di violazioni alle norme cosiddette “anti-Covid”.

Quindi, occhio che il termine del pagamento agevolato a 30 giorni, che era stato introdotto in precedenza, cesserà domenica 31 maggio 2020.

Troppa confusione tra leggi e decreti

Ma perché questa “marcia indietro”? Colpa dell’esagerata proliferazione di leggi, decreti, ordinanze regionali e sindacali provocata dall’emergenza pandemica del Covid-19, che ha ingenerato il caos tra i cittadini e sta provocando elevate criticità agli stessi organi di polizia stradale nell’applicare in modo corretto le norme del Codice della Strada e nel fornire quante più informazioni aggiornate all’utenza.

Dunque, per non ingenerare ulteriore confusione il Governo ha deciso di fare un passo indietro alla vecchia normativa e risolvere la situazione. Così però, con la sospensione dei termini di notificazione, saranno ben pochi i cittadini ad usufruire del beneficio prolungato.