Articolo Pubblicato il 26 maggio, 2020 alle 11:00.

Era troppo bello per durare. Con la fine del lockdown e la ripresa del traffico, è puntualmente ricominciata anche la strage di pedoni sulle strade e adesso si aggiunge un altro problema “da coronavirus”: soprattutto nelle città, per evitare di incrociare altre persone sui marciapiedi, molti scendono sulla carreggiata o attraversano improvvisamente la strada mettendo ulteriormente a rischio la propria incolumità.

 

Netto calo di incidenti mortali per i pedoni durante il lockdonw

I dati forniti dall’apposito osservatorio curato dall’Asaps ha registrato dal primo gennaio al 24 maggio 96 pedoni deceduti sulle strade italiane, a fronte dei 238 dei primi cinque mesi del 2018 (anno per il quale si hanno disponibili gli ultimi dati ufficiali Istat): di questi, 46 hanno perso la vita a gennaio, 23 a febbraio,12 a marzo, 5 in aprile e finora 10 a maggio. La strettissima correlazione tra blocco della circolazione da Covid-19 e la sensibile diminuzione delle vittime evidente.

Ma con la fine del blocco i decessi sono ricominciati

E infatti, purtroppo, adesso che le misure di contenimento sono state notevolmente allentate, si sta tornando a livelli ante-pandemia. Nei tre giorni compresi tra il 22 e il 24 maggio sono stati ben sei i pedoni travolti e uccisi, più di tutti quelli (5) investiti mortalmente nell’intero mese di aprile.

 

La preoccupazione per i comportamenti da “Covid”

Ma a destare ulteriore preoccupazione, non bastasse quella legata alla condotta di guida dei conducenti di veicoli, è la constatazione che dei 27 pedoni deceduti tra marzo, aprile e maggio, ben dieci si trovavano a margine della carreggiata o stavano attraversando fuori dalle strisce pedonali, fatale disattenzione che secondo l’Asaps può essere legata al fatto che chi va a piedi e incrocia un’altra persona, per evitare di passarle troppo vicino e quindi di poter contrarre il virus, è portato a “distanziarsi” e a scendere dal marciapiedi, con le relative conseguenze.

Se infatti, in questi incidenti, in alcuni casi le responsabilità sono state già accertate e riguardano autisti di veicoli, compresi anche pirati, in altre si tratta di comportamenti poco attenti, con responsabilità dell’utente più debole della strada e con concorso di colpa.

 

A quando l’obbligo del giubbino retrorifrangente?

L’auspicio è che, a fronte di questa nuova recrudescenza del fenomeno, la  Commissione Trasporti della Camera, impegnata a votare gli emendamenti sul Ddl della “miniriforma” del Codice della Strada (nella seduta del 27 maggio 2020), vari qualche intervento.

Uno su tutti, auspicato da più parti, quello sulla visibilità notturna di chi va a piedi, introducendo anche in Italia, com’è già in vigore in altri Paesi europei, l’obbligo di utilizzare il giubbino retroriflettente oppure una lampada o torcia a led quando si cammini fuori dai centri urbani.