Articolo Pubblicato il 25 aprile, 2020 alle 11:00.

E’ successo nella dissestata via Suor Maria Dolores Di Majo l’1 febbraio, vittima una 71enne, affidatasi a Studio3A. La denuncia sarà presentata direttamente in Procura

Più che una strada, una groviera, e per una malcapitata palermitana di 71 anni l’inevitabile caduta è risultata rovinosa: braccio rotto con conseguente applicazione di una protesi. Ora la donna, che si è affidata a Studio3A, chiederà i danni al Comune di Palermo. Non bastasse, venerdì 24 aprile, entro i termini di legge, come da prassi in questi casi, la signora si è apprestata a sporgere formale querela ma dopo aver girato come una trottola per la Città, bussando la porta a tutti i presidi delle forze dell’ordine, ha dovuto desistere, essendole stato inspiegabilmente negato questo suo diritto: carabinieri e agenti del commissariato hanno obiettato che l’onere competeva alla polizia locale, quest’ultima si è rifiutata, lamentando di non essere stata chiamata al momento dell’incidente.

Come se fosse questo il primo pensiero per un’anziana distesa a terra con l’omero spezzato e botte dappertutto. La querela sarà comunque presentata direttamente presso la Procura della Repubblica di Palermo dopo l’11 maggio, quando gli uffici giudiziari riapriranno al pubblico, e vi si aggiungerà anche questo fatto increscioso e sconcertante.
L’ennesimo e
serio incidente in questione è capitato il primo febbraio 2020, alle 18 circa, in via Suor Maria Dolores Di Majo, nella zona dell’Uditore, quartiere di periferia, ma con numerose abitazioni, attività commerciali e anche l’ufficio postale, dove non sono nuove le lamentele dei residenti per lo stato di trascuratezza e di degrado.

G. N. stava semplicemente rincasando a piedi quando, complice il buio già calato a quell’ora di un giorno invernale, la totale assenza di pubblica illuminazione e il fatto che le insidie non erano in alcun modo segnalate, è malamente inciampata sulla strada che definire dissestata è un eufemismo, rovinando sull’asfalto. E, vista anche l’età, non portava certo i tacchi a spillo, ma delle “tranquille” scarpe basse. Non è bastato.

Soccorsa da alcuni passanti, che hanno visto tutta la scena, la settantunenne, in preda a forti dolori, è stata condotta agli Ospedali riuniti di Villa Sofia-Cervello dove purtroppo, oltre a politraumi vari alle ginocchia e a una spalla, le hanno riscontrato la frattura scomposta dell’omero sinistro. E’ stata sottoposta ad un intervento di riduzione, con l’applicazione di una protesi inversa, è rimasta ricoverata per una settimana nel reparto di Ortopedia e Traumatologia, e da lì è iniziato un lungo calvario: gesso e arto inservibile, ripetute visite di controllo, farmaci antidolorifici, sedute di fisioterapia per recuperare quanto più possibile della funzionalità originaria. I postumi non si sono ancora stabilizzati, ma di certo le residuerà una invalidità permanente non di poco conto.

Insomma, una bella “botta”, anche sul piano economico, oltre che fisico e morale, date le spese mediche che ha dovuto sostenere. Di qui la decisione della signora di rivolgersi, attraverso il consulente personale Alessio Tarantino, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha già inviato al Comune di Palermo la richiesta delle coperture assicurative e dei danni. Nella speranza che l’Amministrazione non decida di avventurarsi in una delle tante, lunghe e costose cause che rischierebbe fortemente di perdere, ma dia risposte immediate alla propria cittadina risolvendo la questione in via stragiudiziale.

Lo stato pietoso in cui versano strade e marciapiedi cittadini infatti è tristemente noto, così come è risaputo che l’Amministrazione è sommersa di azioni civili sul genere che costano più di cinque milioni di euro l’anno in risarcimenti, dato che i giudici non possono che accogliere le domande: nel 2019 l’Avvocatura di Palazzo delle Aquile stimava in oltre un migliaio i contenziosi a forte rischio di soccombenza.