Articolo Pubblicato il 4 luglio, 2020 alle 10:00.

La questione era stata sollevata da più parti e da istituzioni autorevoli quali l’Autorità Garante per la Concorrenza e il mercato e lo stesso Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile: prevedere il rimborso dei voli cancellati causa Covid con i voucher, e non con la prioritaria restituzione della somma al viaggiatore, si pone in contrasto con le norme comunitarie.

E la conferma è puntualmente arrivata dall’Ue “in persona”. La Commissione europea ha infatti aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia e la Grecia, proprio perché i due Paesi hanno adottato una legislazione che consente ai vettori di offrire i voucher di fatto come unica forma di rimborso, contrariamente ai regolamenti e dunque un violazione delle norme dell’Ue a tutela dei diritti dei passeggeri.

 

Migliaia i passeggeri rimasti a terra per i voli cancellati nelle ultime settimane

Il problema è molto sentito perché non si contano i voli già prenotati e pagati, cancellati all’improvviso sempre per “esigenze legate al contenimento della pandemia da coronavirus”, oppure prendendo a pretesto le norme relative al contrasto al Covid-19: sono migliaia i viaggiatori che si sono trovati di fronte questo scenario nelle ultime settimane, da quando i viaggi in aereo sono ripresi con regolarità.

Se i passeggeri al voucher preferiscono il rimborso in danaro va loro riconosciuto

Una regolarità, però, solo teorica, visto che in tantissimi sono rimasti a terra e si sono visti “rimborsare” solo con un voucher che permette di acquistare un posto su un altro volo. Ma adesso è arrivata anche la presa di posizione forte da parte della Comunità europea, a salvaguardia delle norme comunitarie che tutelano i passeggeri di tutta l’Ue, i quali hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso, come appunto i voucher: insomma, se i viaggiatori preferiscono il rimborso del viaggio in denaro, va loro riconosciuto.

L’Italia ha adottato misure non conformi, anche per il trasporto su gomma e ferro

Sia la Grecia sia l’Italia, invece, secondo la Commissione hanno adottato misure “non conformi alle norme dell’Ue sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo e sui viaggi per via navigabile”. Non solo, l’Italia avrebbe adottato misure non conformi alle norme dell’Ue anche in materia di viaggi in autobus e diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario.

 

I diritti degli utenti vanno fatti salvi nonostante la crisi del settore

E’ innegabile che, a causa della pandemia da coronavirus, molte aziende del settore dei trasporti hanno dovuto far fronte a flussi di cassa e situazioni di reddito insostenibili. Pur consapevole di questa situazione di crisi, tuttavia, la Commissione ha costantemente chiarito che i diritti dei passeggeri rimangono validi anche nell’attuale contesto senza precedenti e che le misure nazionali a sostegno del settore non devono ridurli.

Il nostro Paese invece ha consentito, fino al 30 settembre, alle compagnie aeree di emettere un voucher pari all’importo del biglietto, di fatto contravvenendo alle norme europee a tutela del viaggiatore. Con la procedura aperta dalla Commissione, Italia e Grecia rischiano pesanti sanzioni ma hanno due mesi di tempo per replicare. Di certo è che si annuncia una pioggia di richieste di rimborso e che ora per far valere le proprie ragioni i passeggeri hanno un importantissima freccia al loro arco in più: quella della Comunità Europea.