Articolo Pubblicato il 8 giugno, 2019.

E’ successo il 9 maggio sull’A13 presso Ferrara: è capitato a un 55enne veneziano di Carole. Ingenti i danni alla vettura. Un episodio inquietante

Stava tranquillamente percorrendo l’Autostrada A13 in direzione Padova con la sua Jaguar XF, alle quattro e mezza del pomeriggio, quando all’improvviso, in corrispondenza del cavalcavia numero 39, al km. 41+887, nel comune di Ferrara, ha sentito un botto. Era un masso che, distaccatosi dall’infrastruttura, ha colpito in pieno la sua auto piegandone il tettuccio e infrangendo il vetro del parabrezza in corrispondenza del posto del passeggero: è stata una fortuna che non abbia ceduto del tutto e che il grosso sasso non sia piovuto all’interno dell’abitacolo, perché le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi. Accanto al guidatore, infatti, sedeva la moglie. 

Il conducente, un cinquantacinquenne di Caorle, in provincia di Venezia, è miracolosamente riuscito a mantenere il controllo della macchina e ad accostare in corsia d’emergenza: resosi conto dell’accaduto, e dei rischi che potevano correre anche altri utenti dell’autostrada, ha subito allertato la Polizia Stradale e, per motivi di sicurezza, ha raggiunto la più vicina area di servizio, quella di Po Est, dove ha atteso l’arrivo degli agenti, che poi ha accompagnato nel sopralluogo.

L’automobilista e la moglie, a parte il grande spavento, non hanno riportato lesioni fisiche, ma la sua vettura ha subito danni evidenti e ingenti, come attestato dal preventivo della carrozzeria a cui si è rivolto per le riparazioni. E, per essere risarcito, si è quindi rivolto, attraverso il consulente personale Riccardo Vizzi, a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito segnalato il sinistro per la sua apertura e richiesto, appunto, i danni ad Autostrade per l’Italia, la concessionaria, tra gli altri, del tratto autostradale Padova-Bologna.

Con l’auspicio che l’iter risarcitorio sia rapido e che la compagnia assicurativa del gestore autostradale non frapponga i soliti ostacoli, anche alla luce dell’inequivocabile rapporto (acquisito in questi giorni) redatto dalla pattuglia della Polstrada di Altedo intervenuta nella circostanza, che conferma per filo e per segno le dichiarazioni dell’automobilista. A comprovare il distacco del masso, oltre alle foto impressionanti della Jaguar, vi sono anche una parte del sasso e gli altri piccoli detriti rinvenuti dagli agenti nell’immediatezza del fatto sotto il cavalcavia, sul quale peraltro erano in corso lavori di ripristino. Nel rapporto si evidenzia altresì come, sulla base di una verifica effettuata dagli stessi agenti e dal personale della società autostrade, il grosso sasso “apparteneva al cavalcavia 39 in questione”, sotto il quale sono evidenti i crepi e i cedimenti murari. Una situazione allarmante che, al di là del caso specifico, ripropone il problema della manutenzione e della sicurezza di ponti e viadotti sulla rete stradale e autostradale nazionale, a dieci mesi dal tragico crollo del “Morandi di Genova.

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