Articolo Pubblicato il 8 dicembre, 2020 alle 16:06.

Vittima del grave infortunio una giovane di Polistena, fratturatasi una vertebra, ma in un anno e mezzo l’Amministrazione non ha mai risposto alle richieste danni 

E’ uno degli scorci più suggestivi di Messina, meta anche di tantissimi turisti, ma versa in condizioni pietose e, soprattutto, in questo stato continua a essere pericolosa. Ne sa purtroppo qualcosa una trentenne di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, che lungo le celebri scalinate (pubbliche) di Santa Barbara è svicolata e caduta malamente, riportando gravi lesioni a causa di materiale oleoso sparso sui gradini, e che, soprattutto, da oltre un anno e mezzo sta cercando invano, con il supporto di Studio3A-Valore S.p.A. di essere adeguatamente risarcita: il Comune non si è neppure degnato di dare una risposta alle innumerevoli richieste danni presentate in questi mesi.

L’infortunio è capitato il 23 maggio 2018, alle 10.45: la malcapitata stava scendendo la scalinata della via Salita Santa Barbara, in pieno centro storico cittadino, quando ha perso l’equilibrio su della sostanza viscida presente in uno dei gradoni, e lasciata verosimilmente dai frutti degli alberi soprastanti che si depositano regolarmente al suolo. La conseguente caduta è stata rovinosa: la giovane ha “percorso” di schiena svariati gradini della scala, il tutto sotto gli occhi di una collega di lavoro che la stava attendendo alla fine della gradinata, che ha assistito a tutta la scena, così come altri passanti, e che ha chiamato i soccorsi. La donna, infatti, era molto sofferente e non riusciva più a muoversi: è stata trasportata in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale Piemonte dove le hanno riscontrato, tra le altre cose, la frattura di una vertebra dorsale. La paziente è stata quindi trasferita al Policlinico Martino dove, nella stessa serata del 23 maggio, è stata sottoposta a un intervento chirurgico di “neurocalibrazione dello speco vertebrale, ligamentotassi, stabilizzazione e ricostruzione somatica”, per una prognosi di non poco conto. La trentenne è rimasta ricoverata fino al 28 maggio, poi per oltre un mese è dovuta rimanere immobile e, naturalmente, non si è potuta recare al lavoro, ha dovuto assumere farmaci antidolorifici, sottoporsi a fisioterapia per recuperare la funzionalità dell’area lombo sacrale fondamentale per la deambulazione e le è comunque residuata una importante invalidità permanente stimata nel 25 per cento, tanto più pesante in ragione della sua giovane età: la sua vita non sarà più come prima.

Per essere assistita e adeguatamente risarcita di tutti i danni fisici, morali e patrimoniali (per pagare le costose cure di cui ha avuto bisogno) subiti, la danneggiata, attraverso il consulente legale, dott. Giuseppe Cilidonio, si è quindi affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha subito presentato richiesta in tal senso al Comune di Messina, in qualità di ente proprietario e gestore della scalinata, le cui responsabilità per omessa custodia appaiono evidenti. Premesso che la scalinata non è neppure dotata di corrimano dove eventualmente aggrapparsi in caso di perdite di equilibrio, la caduta è stata dovuta alla carente manutenzione e pulizia dei gradini, situazione che nel tempo non è mutata se è vero che anche di recente sono state lanciate pubbliche denunce sullo stato di degrado del luogo. L’insidia, inoltre, non era visibile né era stata predisposta alcuna segnaletica che avvisasse i pedoni del pericolo di scivolosità.

Pur essendo stata inviata tutta la documentazione medica comprovante le lesioni e il calvario patito dall’infortunata, nonché le dichiarazioni testimoniali attestanti la dinamica dei fatti, a partire da quella della collega, tuttavia, il Comune di Messina in tutti questi mesi non solo non ha fornito le coperture assicurative, ma non si è neppure degnato di dare a Studio3A un cenno di risposta sulla posizione che intende tenere: inutili anche i tentativi con l’Avvocatura. Dopo tutto ciò che ha passato, la giovane per essere risarcita sarà anche costretta a intentare una causa civile