Articolo Pubblicato il 9 gennaio, 2017 alle 17:24.

TESTATA: Il Giornale di Latina – 09/01/2017

Il caso di Sara Roncucci è giunto alla ribalta nazionale. La Rai si è occupata della morte della giovane di Latina, dopo un calvario di tre mesi in altrettanti ospedali. E’ sul Pronto Soccorso di Latina che si sono concentrate le attenzioni della sorella della paziente. A parlare ai microfoni de “La vita in diretta” è stata Sabrina Roncucci. “A Siena si sentiva protetta dai medici –ha raccontato Sabrina- ha avuto paura quando e’ andata al Pronto Soccorso. Vogliamo che venga fatta chiarezza su tutta la vicenda. Perché ha deciso di andare sotto i ferri? Ha visto i risultati ottenuti da chi si era già operato in ugual modo. Io e mio fratello avevamo perso 100 kg ed era andato tutto bene. Mio padre ci portava dai dietologi sin da piccoli. Sara doveva perdere 50 kg ed ha scelto di seguire la mia strada anche per garantire un futuro ai figli”. Non c’è dubbio che la giovane Sara si trascinava alcune criticità o piccoli fattori di rischio. “Conosceva l’ospedale di Siena –ha proseguito la sorella- aveva un po’ di tosse, era fumatrice. Ma dopo sei giorni di degenza e’ stata dimessa. Voleva tornare a casa e preparare il rientro dei bimbi a scuola. Arrivata a Latina ha accusato dolori e febbre. Chiamò l’ospedale di Siena e le dissero che doveva tornare. I suoi dolori l’hanno costretta ad andare in ospedale con l’ambulanza. Sono state fatte le analisi e poi la Tac, Sara presentava un versamento. Ma e’ stata mandata a casa con un analgesico. La situazione e’ precipitata il giorno dopo”.