Articolo Pubblicato il 4 giugno, 2020 alle 15:00.

Può precludere la possibilità di essere risarciti, in caso di incidente stradale, se non ci si reca subito al pronto soccorso? Assolutamente no.

Ai fini della prova del danno subito a seguito di un sinistro, non rilevano le circostanze che l’infortunato non si sia recato immediatamente all’ospedale e che non abbia provveduto a richiedere l’intervento di un’ambulanza nell’immediatezza del fatto.

Il chiarimento non è superfluo perché è stato questo uno degli aspetti su cui si è incentrata una causa intentata da un pedone nei confronti della compagnia di assicurazione designata all’epoca per la regione Lazio dal Fondo di Garanzia vittime della strada che, com’è noto, interviene (o meglio, dovrebbe intervenire) in caso di incidenti causati da veicoli non identificati o non assicurati.

 

Pedone vittima di un investimento pirata

Il malcapitato, infatti, era rimasto vittima di un investimento pirata: mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali era stato travolto da uno scooter di colore nero che l’aveva scaraventato a terra procurandogli, come gli sarebbe stato poi diagnosticato nel reparto di Ortopedia del locale nosocomio, una frattura pluriframmentaria del radio destro a seguito della quale era stato anche costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico.

Dalla testimonianze raccolte era altresì emerso chiaramente come la responsabilità dell’incidente fosse esclusivamente del motociclista e come la repentinità dell’azione non avrebbe in alcun modo consentito al pedone di annotare il numero di targa dello scooter, che aveva fatto perdere le proprie tracce nel traffico e che non si era più riusciti a rintracciare.

Il danneggiato cita in causa il Fondo Vittime della Strada e la compagnia mandataria

Il danneggiato aveva quindi chiesto i danni al Fondo Vittime ma, di fronte al diniego, era stato costretto a citarlo in causa unitamente alla compagnia di assicurazione mandataria.

La quale, tuttavia, tra le varie argomentazioni dedotte in giudizio, aveva eccepito la non tempestività della denuncia del fatto da parte del la vittima e anche il “tardivo” accesso al pronto soccorso.

La denuncia tardiva del fatto non è motivo per rigettare la domanda di risarcimento

Ma i giudici del Tribunale di Latina, nella sentenza n. 7/2020, hanno rilevato come, anche sulla scorta della più recente giurisprudenza, nel caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, addirittura l’omessa denuncia dell’accaduto all’autorità di polizia od inquirente non è sufficiente, in sé, a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi dell’art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di Garanzia per le vittime della strada. Così come, per converso, la presentazione di denuncia o querela contro ignoti non vale, in sé stessa, a dimostrare che il sinistro sia senz’altro accaduto.

Entrambe le circostanze possono, tutt’al più, costituire meri indizi dell’effettivo avveramento del sinistro. E d’altra parte, hanno rilevato i giudici, viste le modalità dell’incidente, era ragionevole supporre che anche una tempestiva denuncia non avrebbe comunque consentito di identificare l’autore della condotta illecita.

Idem il ritardato accesso al pronto soccorso

Per quanto riguarda, poi, l’ ulteriore aspetto relativo alla non immediatezza dell’accesso al Pronto Soccorso ed all’ omesso intervento dell’ambulanza, il Tribunale ha osservato che in ragione della natura delle lesioni (la frattura a un braccio) si poteva ragionevolmente supporre la non necessità dell’intervento di un’ambulanza, e che il dolore si fosse accentuato, divenendo allarmante, solo qualche ora dopo l’investimento, giustificando quindi l’accesso differito all’ospedale.

Il tribunale ha pertanto accolto la domanda del pedone, condannando la compagnia mandataria e il Fondo Vittime a risarcirlo.