Articolo Pubblicato il 16 ottobre, 2020 alle 11:00.

Com’è ben noto, la riduzione forzata della circolazione durante il lungo periodo di lockdown per coronavirus, con le strade semi-deserte per settimane – provvedimento estremo che peraltro torna ad incombere, alla luce del “ritorno” dell’emergenza – ha determinato, di riflesso, anche un drastico calo degli incidenti stradali, di almeno il 50 per cento, con il risultato che, mentre gli assicurati hanno continuato a pagare regolarmente la polizza Rc-Auto per veicoli costretti ai box, le compagnie, incassando i premi ma avendo uscite dimezzate per i risarcimenti, hanno guadagnato milioni, anzi miliardi: l’Ivass, l’Istituto di Vigilanza, aveva stimato un risparmio medio variabile tra 36 e 41 euro a polizza il che significa, moltiplicato per i 39,5 milioni di veicoli in Italia, 1,5 miliardi di euro.

 

Studio3A per primo aveva chiesto alle imprese di indennizzare gli assicurati

Studio3A-Valore S.p.A. era stato tra i primi, se non il primo, a scendere in campo per chiedere che le compagnie indennizzassero i loro assicurati, proponendo di dilazionare la scadenza delle polizze per un periodo equivalente a quello del blocco, e tante altre richieste erano poi arrivate in tal senso, anche dalla politica e dallo stesso organo di vigilanza, che aveva auspicato misure di ristoro da parte delle compagnie.

L’Ivass chiede lumi alle compagnie sulle azioni di ristoro dei guadagni milionari da lockdown

Al solito, alla fine non è stato assunto alcun provvedimento specifico, ed è stato lasciato tutto alla discrezione delle imprese. A cui però, quanto meno, ora l’Ivass chiede conto rispetto alle indicazioni fornite.

L’Istituto di vigilanza, infatti, con una lettera al mercato pubblicata il 14 ottobre 2020, ha avviato un’indagine conoscitiva appunto sulle iniziative delle imprese di assicurazione “per rendere compartecipi gli assicurati dei risparmi derivanti dalla riduzione della frequenza dei sinistri stradali per effetto del lockdown dovuto al Covid 19

La lettera – questionario al mercato

Dando atto che alcune compagnie hanno assunto negli scorsi mesi delle iniziative a favore degli assicurati per trasferire loro parte dei risparmi conseguenti alla minore sinistrosità, l’istituto però, come spiega, intende svolgere “un’indagine più strutturata per conoscere tali azioni, adottate sia durante il lockdown che successivamente, al fine di valutarne la natura e l’ampiezza e misurarne i vantaggi economici per gli assicurati”.

 

Quali le iniziative attuate? E quali quelle future?

Entro il 30 novembre, dunque, le imprese italiane, le Rappresentanze di Stati Terzi e le quattro principali compagnie estere operanti nel ramo Rc Auto dovranno compilare e trasmettere all’istituto un apposito questionario.

La prima parte propone domande relative alle attività già poste in essere dalle imprese a beneficio degli assicurati con riferimento ai settori tariffari per i quali sono state avviate delle iniziative; la denominazione del prodotto/i interessato/i;  l’esistenza di condizioni particolari per l’attivazione del beneficio; la tipologia di benefit; le modalità di attivazione; le adesioni degli assicurati all’iniziativa e il relativo numero di contratti; l’ammontare economico complessivo (effettivo o stimato) dell’azione; i canali utilizzati per sponsorizzarla.

La seconda parte del questionario è invece indirizzata a conoscere eventuali iniziative future. Le imprese sono state invitate a fornire le stesse informazioni richieste per la Rc-Auto anche per le garanzie accessorie auto rischi diversi (ARD), qualora anche queste ultime siano state oggetto di iniziative a beneficio degli assicurati.

Un’indagine senza dubbio importante da cui si potrà capire anche il senso di responsabilità delle imprese e se davvero, come aveva assicurato l’Ania, l’Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici, il comparto assicurativo, intenda fare la propria parte nell’emergenza sanitaria ed economica che ha attanagliato e sta ancora attanagliando tutto il Paese.