Articolo Pubblicato il 15 aprile, 2020 alle 10:00.

Tra le tante proroghe introdotte per l’emergenza sanitaria da coronavirus va ricordata anche quella che riguarda le migliaia di cittadini, commercianti e imprenditori veneziani colpiti il 12 novembre 2019 dalla seconda (alla sola alluvione del 1966) acqua alta della storia, 187 centimetri, che hanno chiesto il risarcimento sulla base dello stato di calamità riconosciuto alla Città.

 

Il Commissario all’emergenza proroga la scadenza al 31 ottobre 2020

Il Commissario all’emergenza (quella della marea eccezionale), il sindaco di Venezia e metropolitano Luigi Brugnaro, ha deciso di prorogare dal 30 aprile al 31 ottobre 2020 i termini per la presentazione per via telematica di tutti i documenti richiesti.

Una decisione assunta a fronte delle numerose istanze in tal senso delle categorie economiche che hanno fatto presente come, a causa di questo momento di difficoltà legato alle misure restrittive per limitare il diffondersi del Covid-19, i loro associati non fossero nella possibilità di acquisire e fornire in tempo utile la documentazione necessaria, in particolare le fatture quietanziate comprovanti le spese sostenute ma soprattutto le fondamentali perizie asseverate sui danni richieste per le domande ricadenti nella cosiddetta lettera e), quella dei danni più ingenti.

Non a caso nella comunicazione con cui dispone la proroga il commissario sottolinea che, “se il contributo richiesto non è connesso all’immediato rientro nell’abitazione o al riavvio dell’attività (vale a dire che è stato richiesto ai sensi dell’art. 25 comma 2 lettera e), del Decreto Legislativo n. 1/2018) dev’essere sempre accompagnato da una perizia asseverata redatta da professionista abilitato”.

 

L’esperienza di “Peritia” nei servizi tecnico-peritali

Al riguardo, Valore S.p.A., tra i numerosi servizi forniti, offre quello tecnico-peritale per la stima dei danni su beni mobili e immobili derivanti da sinistri di ogni natura. Su questa specifica attività la società, nella consapevolezza di come una precisa, corretta e coerente valutazione del danno sia un elemento essenziale per ottenere una congrua liquidazione, ha investito moltissimo negli ultimi anni sia nelle professionalità sia nella tecnologia, con l’utilizzo, ad esempio, dei droni, al punto da creare un apposito brand del gruppo, Peritia, specializzato per l’appunto, in generale, nella certificazione del valore di beni mobili e immobili di aziende e privati, anche in caso di danneggiamento: www.peritia.it.

Le perizie devono essere asseverate e il costo sarà rimborsato

Peritia è dunque a disposizione di tutti coloro che devono produrre la perizia che, si ribadisce, non è quella semplice, che in genere è una relazione firmata da un tecnico il quale, in seguito alla raccolta di informazioni e all’elaborazione dei dati, risponde al quesito relativo alla quantificazione dei danni.

Entro il 31 ottobre i danneggiati dovranno dotarsi di una perizia asseverata, che presuppone che il tecnico non si limiti a redigere una perizia, ma debba anche “asseverare” circa la veridicità dei contenuti e la correttezza del lavoro effettuato, assumendosene quindi tutte le responsabilità.

E che, altro dettaglio da non trascurare, va affidata a un professionista abilitato. Ultimo aspetto importante: nella domanda di risarcimento si potrà richiedere anche il rimborso delle spese sostenute per la perizia, che quindi è un costo riconosciuto e non aggiuntivo.