Articolo Pubblicato il 11 dicembre, 2020 alle 12:03.

La tragedia a Montorio il 3 novembre 2019, l’anziana viaggiava con un nipote. L’imputato ha richiesto il rito abbreviato. L’Associazione Familiari Vittime della Strada parte civile

Come richiesto dalla Procura di Teramo, oggi, giovedì 10 dicembre 2020, avanti il Gip dott. Lorenzo Prudenzano, è stato rinviato a giudizio per omicidio stradale, lesioni personali stradali gravi e guida in stato di ebbrezza (reato, quest’ultimo, per il quale era anche recidivo), Alessandro Di Giacinto, il trentatreenne teramano che il 3 novembre 2019 ha causato il tragico incidente nel quale ha perso la vita un’anziana di Montorio al Vomano, Concettina Di Francesco, 87 anni, ed è rimasto gravemente ferito un suo nipote.

Il legale dell’imputato ha chiesto e ottenuto per il proprio cliente il rito abbreviato non condizionato che gli darà diritto alla riduzione di un terzo della pena – in virtù delle aggravanti rischia una condanna pesante -,  e il giudice ha quindi fissato per il 6 maggio 2021, alle ore 10.30, innanzi il Tribunale ordinario di Teramo, la relativa udienza, al termine della quale dovrebbe anche essere pronunciata la sentenza. La figlia della vittima Tiziana e i suoi tre figli, che erano legatissimi alla mamma e alla nonna (abitavano nello stesso edificio), per essere assistiti, tramite il consulente legale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e confidano in una risposta forte da parte della Giustizia data la gravità della condotta dell’automobilista. Non a caso è stata accolta la costituzione di parte civile dell’Associazione Familiari Vittime della Strada.   

Come ricostruito dai carabinieri della locale stazione, intervenuti per i rilievi, alle 19 P. M., oggi 36 anni, di Montorio, procedeva per la sua strada sulla Statale 80 verso Montorio con una Lancia Musa a bordo della quale trasportava, sul sedile del passeggero anteriore, la nonna, quando, all’altezza del km 62+300, nel comune di Montorio, si è trovato di fronte la Nissan Qashqai dell’imputato che, viaggiando nella direzione contraria, verso Teramo, ha improvvisamente invaso la corsia opposta: impossibile evitare il tremendo impatto frontale-laterale tra i due mezzi. Ad avere la peggio la signora Concettina che ha riportato gravi politraumi ed è deceduta due ore dopo l’arrivo, in condizioni disperate, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo: se l’è per fortuna cavata invece il nipote, che però ha riportato svariate fratture, facciali e al femore (per una prognosi di oltre trenta giorni), di cui ancora oggi lamenta gravi postumi, mentre Di Giacinto è uscito pressoché illeso. 

Il 33enne è stato iscritto nel registro degli indagati dal Pubblico Ministero della Procura teramana, dott.ssa Enrica Medori, titolare del procedimento penale aperto dopo l’incidente, e non solo per omicidio stradale: agli esami tossicologici cui è stato sottoposto è risultato positivo all’alcool, con una percentuale nel sangue di 1,90 g/l ben oltre il limite consentito, 0,5. Si è peraltro appurato che nel 2012 era già stato condannato con rito abbreviato dal Tribunale di Teramo per guida in stato di ebbrezza – violazione commessa nel 2010 – alla pena (sospesa) di due mesi e venti giorni e a un’ammenda di 800 euro: una lezione che purtroppo non è servita.

Il Sostituto Procuratore ha anche affidato una perizia cinematica per la ricostruzione delle cause e responsabilità del sinistro affidandola all’ing. Marco Calagrossi, che ha concluso come l’incidente vada ascritto esclusivamente alla “condotta di guida del Di Giacinto che, in maniera inspiegabile, invade la corsia opposta andando a impattare frontalmente contro la Lancia Musa – scrive il Ctu della Procura nel suo elaborato peritale – Tale condotta trova riscontro nella non conformità di guida al Codice della Strada e in particolare per quanto riguarda la velocità, che non era conforme allo stato dei luoghi”: il manto stradale era bagnato a causa della pioggia battente e per di più si era in un orario tardo serale. “E’ emersa – aggiunge l’ing. Calagrossi – una chiara perdita di controllo del veicolo” su cui potrebbe avere pesantemente influito lo stato sensibilmente “alterato” dell’imputato, mentre il perito non ha riscontrato “alcuna condotta incompatibile con quanto stabilito dal Codice della Strada” da parte del nipote della vittima, risultato peraltro negativo all’alcol test e che ha avuto dunque l’unica “colpa” di essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato.

A conclusione delle indagini preliminari, il magistrato ha così chiesto il rinvio a giudizio per Di Giacinto il quale, si legge nella richiesta, ha causato la morte di Concettina Di Francesco e il ferimento del giovane nipote “per colpa consistita in imprudenza e in violazione delle norme della disciplina stradale, non adeguando la velocità del mezzo alle condizioni atmosferiche presenti a fronte del manto stradale bagnato per la forte pioggia in atto, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso di 1,90 g/l e invadendo l’opposta corsia di marcia”. Di qui la fissazione dell’udienza preliminare odierna conclusasi, come detto, con il rinvio a giudizio.