VUOI CHIEDERE UN RIMBORSO PERCHE’ NON PUOI PIU’  PARTIRE?

 

Verifica se rientri in uno dei seguenti casi per poter richiedere il rimborso sul tuo viaggio!

rimborso pacchetti turistici e voli

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DEFINIZIONE PACCHETTO TURISTICO:

pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero comprendente almeno una notte:
1) trasporto;

2) alloggio;

3) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio quali: itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche che costituiscano parte significativa del pacchetto turistico

I consumatori che hanno acquistato un pacchetto turistico, possono esercitare, ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del Turismo), il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri (ossia le zone rosse).
In caso di recesso, l’organizzatore può:

  • offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore;
  • procedere al rimborso entro 14 giorni dal recesso;
  • emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

 
SONO RIMBORSABILI I PACCHETTI TURISTICI ACQUISTATI:

  •  dai soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi in questo periodo;
  •  dai soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, ossia nelle zone rosse, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi durante questo periodo di divieto;
  • dai soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi in questo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;
  • dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio, ossia nelle zone rosse, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi in questo periodo;
  • dai soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti;
  • dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

 

RIMBORSO VOLI E HOTEL PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE

Ora, nel caso di biglietto aereo o ferroviario già acquistato, com’è pacifica la rinuncia forzata a cui si è costretti, è altrettanto evidente che tale situazione improvvisa ed imprevedibile legittima la richiesta di restituzione delle somme corrisposte. In effetti, la fattispecie in esame si inquadra in pieno nell’ipotesi in cui la causa del contratto, consistente nella fruizione di un viaggio, diviene inattuabile per una causa di forza maggiore, non prevedibile e non ascrivibile alla condotta dei consumatori.

Pertanto è legittimo svincolarsi dal vincolo contrattuale e conseguentemente ottenere la restituzione delle somme corrisposte, dando rilievo alla congiunta valutazione della causa e dei motivi (determinanti) che avevano indotto all’acquisto, determinando così la “causa concreta del contratto” attinente alla funzione economico-sociale del negozio giuridico posto in essere.

Per l’effetto, il grave impedimento che non consente ai contraenti di usufruire del titolo determina l’applicazione dell’art. 1463 c.c., ossia la risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione.