Articolo Pubblicato il 7 novembre, 2019.

Sabato a Riese e poi a Padova i funerali del 14enne deceduto dopo un malore a scuola I mille interrogativi dei familiari, che hanno presentato un esposto alla magistratura

Com’è morto Sukhraj? Perché l’ecocardiogramma effettuato pochi giorni prima non ha rilevato anomalie? Sono state tempestive e corrette le manovre di primo soccorso? Si poteva salvarlo? Sono solo alcune delle domande che tormentano i familiari di Sukhraj Rathor, il 14enne di origine indiana, ma nato in Italia e residente da sempre a Riese Pio X con la sua famiglia, deceduto il 21 ottobre 2019 dopo un malore che l’ha colpito durante una corsa di riscaldamento della lezione di educazione fisica sulla pista di atletica all’istituto Bersanti di Castelfranco, dove frequentava la prima superiore Informatica: il ragazzo ha rallentato improvvisamente, si è appoggiato sulle ginocchia, si è seduto per poi perdere definitivamente conoscenza.

I suoi cari – Sukhraj lascia i genitori e un fratello e una sorella più grandi – non sanno capacitarsi di una morte così imprevedibile e improvvisa, chiedono chiarezza e per questo, tramite l’Area manager e responsabile della sede di Treviso, Diego Tiso, si sono affidati a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e all’avvocato Andrea Piccoli del Foro di Treviso, e hanno presentato un esposto alla magistratura presso la stazione dei carabinieri di Riese in cui hanno riassunto tutte le loro riserve.

In primis, le analisi per ottenere l’idoneità sportiva: Sukhraj giocava nelle giovanili dell’Asd Union Rsv Riese Spineda Vallà. “Il 22 agosto sono stati fatti vari esami presso la Medicina dello Sport di Castelfranco per avere il certificato, ma inizialmente l’eco-cardiogramma aveva mostrato un lieve tremore della mano a seguito della prova sotto sforzo che aveva consigliato ulteriori approfondimenti, tra cui un altro Ecg, effettuati il 7 ottobre in ospedale a Treviso e conclusisi con esito positivo. Si poteva andare più a fondo? E questi referti si possono vedere?” domanda papà Jasbir: il superamento dei test è stato comunicato solo telefonicamente al padre e alla società sportiva e quando un suo dirigente, all’indomani del decesso, è andato a ritirare il certificato all’ospedale, gli è stato negato.

Ma ciò che più preme alla famiglia è accertare la correttezza o meno dell’intervento di primo soccorso effettuato a scuola dagli insegnanti, con il massaggio cardiaco e con l’ausilio del defibrillatore. “I medici dell’ambulanza ci hanno detto che Sukhraj aveva parecchio sangue in bocca e che hanno dovuto aspirarglielo perché non riuscivano a intubarlo. Gli hanno liberato le vie aeree, come bisogna fare in questi casi? Aveva bisogno di essere rianimato o era solo svenuto? Durante il massaggio cardiaco è possibile che siano stati lesi i polmoni? Ci si è concentrati sul cuore, ma il nostro timore è che possa essere morto soffocato” aggiunge il fratello Harminder. Perciò i familiari, nell’ambito della loro istanza di disporre tutti gli accertamenti per fare piena luce sui fatti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti, hanno chiesto alla magistratura anche di acquisire i filmati delle telecamere di video sorveglianza che puntano sul luogo in questione: una all’entrata della scuola e una privata collocata in un’abitazione confinante.

A tali perplessità si aggiungono poi il ritardo con cui il padre è stato avvisato dal preside del grave problema avuto dal figlio, 40 minuti dopo – quando è corso con la moglie in ospedale a Castelfranco, dove lo avevano trasportato, era già spirato – e le modalità con cui è stato effettuato dai medici nello stesso nosocomio – “in tutta fretta” e senza che la famiglia ne fosse stata prima informata – il riscontro diagnostico, che avrebbe riscontrato una malformazione cardiaca al ventricolo sinistro, anche se questa diagnosi preliminare andrà confermata dalle analisi più approfondite del cuore del giovane affidate all’ospedale di Padova: gli esiti si avranno tra un mese e saranno decisivi. I familiari del ragazzo nel loro esposto avevano chiesto di procedere, oltre al vaglio di tutta la documentazione medica e alla rilettura degli esami per il rilascio del certificato di idoneità, anche con un’autopsia “canonica” in modo da poter nominare un proprio consulente di parte, ma la Procura non l’ha evidentemente ritenuto necessario dando il nulla osta per le esequie.

Non sappiamo nemmeno di sicuro dov’è morto mio figlio: se a scuola o in ospedale. Nè i medici né i docenti finora sono stati esaustivi nel rispondere ai nostri tanti dubbi. Chiediamo la verità” conclude, disperato, il papà. Per questo Studio3A ha subito fatto la richiesta di acquisire tuitta la documentazione medica per farla esaminare ai propri esperti e l’avvocato Piccoli ha già preso i primi contatti con la Procura della Marca per capire esattamente quali iniziative abbia intrapreso e voglia intraprendere il Pubblico Ministero dott.ssa Mara Giovanna De Donà, che ha aperto un fascicolo contro ignoti.

I funerali di Sukhraj Rathor, intanto, si svolgeranno sabato 9 novembre: alle 10 un ultimo saluto per tutti i suoi tantissimi amici, compagni di scuola e del calcio e per la comunità di Riese Pio X, nella sala mostre della  barchessa Zorzi di villa Eger, accanto al municipio, e poi alle 12.30 il rito funebre Sikh al cimitero maggiore di Padova: le sue ceneri saranno portate in Punjab, lo stato dell’India da cui proviene la famiglia.