Articolo Pubblicato il 21 giugno, 2020 alle 10:00.

Che fine ha fatto l’impegno di Ania, l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici, per restituire in qualche modo a milioni di assicurati italiani i soldi delle polizze Rc-auto pagati per nulla nel periodo di blocco da coronavirus? (Anche) agli Stati generali dell’economia nessun accenno alla questione.

 

Per le compagnie risparmi milionari con il blocco del traffico, per gli assicurati perdite pesanti

Com’è tristemente noto, con lo stop forzato alla circolazione da inizio marzo a maggio inoltrato, determinato dai provvedimenti del Governo per contenere la pandemia, con cali di traffico nell’ordine dell’80%, automaticamente anche i sinistri in quel periodo sono scesi vertiginosamente, di almeno il 60%.

Anche considerando solo due mesi di stop “pieno”, si stima una perdita media per assicurato di quanto meno 60 euro, danari spesi cioè per assicurare i veicoli fermi, laddove invece le compagnie di assicurazione, a fronte di un rischio incidenti pressoché azzerato, hanno risparmiato circa 25 milioni di euro al giorno.

Anche Studio3A è sceso in campo per sanare quest’ingiustizia

Di qui le prese di posizione arrivate da più parti, anche da parlamentari, per sanare questa ingiustizia, tra cui quella di Studio3A che per primo ha promosso una petizione on line rivolta al Ministro per l’Economia, e anche all’Ania, affinché le imprese di assicurazione prorogassero la naturale scadenza delle polizze per un periodo pari a quello di durata del blocco.

 

Le promesse di Ania

Di fronte a tutta questa “massa critica”, il 15 aprile la presidente dell’Associazione, Maria Bianca Farina, in una nota nella quale si dava conto dell’impegno del settore assicurativo a sostegno del Paese compito dall’emergenza sanitaria, aveva annunciato, testuali parole, che “anche nel settore della RCA, oltre alle facilitazioni introdotte dalle recenti normative, le compagnie metteranno in campo delle iniziative specifiche, studiate in piena autonomia, per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri in questo periodo”.

Da allora però il nulla e l’unica iniziativa autonoma in tal senso è rimasta quella di UnipolSai, che peraltro non aderisce neppure ad Ania, disposta a restituire un mese di polizza agli assicurati o, per meglio dire, a scontarne il corrispettivo all’atto del rinnovo del contratto.

 

Nessun accenno a restituzioni da parte dell’Associazione agli Stati Generali dell’Economia

Gli Stati Generali dell’Economia, ospitati in questo giugno 2020 presso Villa Pamphili, a Roma, presente anche il Premier Giuseppe Conte (in foto), erano l’occasione ideale per riprendere le fila di questo discorso, anche perché nella sua relazione la Presidente dell’Ania ha formulato tutta una serie di proposte da parte del mondo assicurativo per sostenere la ripartenza dell’Italia.

E invece Farina sull’assicurazione auto si è limitata a dire: “In termini di interventi prioritari, è necessaria una revisione organica della normativa r.c. auto, oggetto fin qui di troppe e non sempre coordinate modifiche, che valorizzi i principi fondanti della funzione svolta dalla copertura obbligatoria (mutualità, compartecipazione al rischio, sostenibilità tecnica ed educazione ai comportamenti virtuosi) e tenga conto dei cambiamenti del nuovo ecosistema della mobilità. Attraverso l’avviata costituzione dell’Osservatorio Antifrode intendiamo rafforzare, in cooperazione con le forze dell’ordine e la magistratura, il nostro impegno contro le frodi sia nel ramo r.c. auto sia negli altri rami di protezione, nella certezza che contrastare gli abusi avvantaggi i cittadini onesti e riduca il costo del servizio assicurativo”.

Benissimo l’impegno contro il fenomeno delle frodi. Ma limitare a questo le azioni da mettere in campo per arrivare finalmente a una sensibile riduzione dei costi delle polizze appare decisamente limitativo. E, soprattutto, dove sono finite le promesse di restituzione agli assicurati dei risparmi milionari da Covid? L’appello ai “comportamenti virtuosi” vale anche per le compagnie?