Articolo Pubblicato il 11 aprile, 2020 alle 8:29.

Il 74enne di Mira aveva lavorato per 25 anni alla ex Italiana Coke di Porto Marghera: della sua squadra erano già morti altri cinque operai per le stesse patologie polmonari

Accogliendo le richieste contenute nell’esposto presentato dai familiari, che sono assistiti da Studio3A, la Procura d Venezia, per il tramite del Pubblico Ministero, dott.ssa Alessia Tavernesi, ha aperto un procedimento penale, per ora contro ignoti, sulla morte di Mario Trevisan ed ha disposto l’autopsia per sabato 11 aprile 2020.

Il settantaquattrenne di Mira, deceduto il 2 aprile scorso per un tumore al polmone, aveva lavorato dal 1971 al 1997 all’ex Italiana Coke di Porto Marghera come manutentore di impianti di carbone: era addetto alla manutenzione delle griglie interne dei tunnel in amianto per l’estrazione di carbone, attività che lo costringeva a una continua e massiccia inalazione di fibre di amianto e di polveri di carbone, elementi patogeni che determinano notoriamente gravi malattie polmonari quali tumori e mesotelioma.

Negli ultimi mesi, visto il rapido evolversi della gravità della patologia, l’operaio si era sottoposto ad una visita medico legale finalizzata al rilascio da parte dell’Inail della certificazione medica di malattia professionale. E l’istituto, dopo un’accurata anamnesi lavorativa, con certificato del 28 gennaio 2020, aveva già accertato l’origine professionale del gravissimo quadro clinico del pensionato, evidenziando proprio nell’amianto l’agente correlabile all’adenocarcinoma polmonare che gli era stato diagnosticato e che di lì a poco se lo sarebbe portato via.

A fronte di queste risultanze, del fatto che Trevisan non era un fumatore e, di più, che negli ultimi anni altri cinque dipendenti della Italiana Coke Spa, che facevano parte della sua stessa squadra di lavoro, sono deceduti per le medesime patologie polmonari, la moglie e i figli hanno iniziato a nutrire seri dubbi sulla corretta adozione di misure di protezione in fabbrica da parte dell’azienda.

Alla morte del loro caro, i familiari della vittima, per fare piena luce sui fatti ed essere assistiti, attraverso l’area manager e responsabile della sede di Dolo, Riccardo Vizzi, si sono così rivolti a Studio3A-Valore S.p.A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e come primo passo è stato presentato un esposto presso i carabinieri di Marghera in cui è stato chiesto all’autorità giudiziaria di disporre l’esame autoptico per accertare la correlazione tra l’inalazione di sostanze potenzialmente nocive e il decesso e, sulla base delle risultanze della perizia medico legale, la sussistenza del nesso di causalità tra l’omessa adozione e/o violazione da parte del datore di lavoro di idonee misure di protezione e sicurezza e la morte del proprio familiare in conseguenza della protratta esposizione alle polveri. Con conseguente richiesta di perseguire per omicidio, e ogni altra fattispecie di reato ravvisabile, tutte le persone che si ritengano responsabili. Studio3A ha già chiesto le coperture assicurative alla Italiana Coke S.p.A., che non opera più a Porto Marghera, ma che rimane un colosso nella lavorazione del carbone e nell’impianto savonese di Cairo Montenotte impiega 330 dipendenti.

Queste domande sono state ritenute fondate e puntualmente riscontrate dalla dott.ssa Tavernesi, che ha aperto un fascicolo rilevando che “dal tenore della segnalazione emerge la possibilità che il decesso sia riconducibile ad esposizione lavorativa a sostanze nocive” come si legge nell’atto in cui dispone l’accertamento tecnico autoptico. Ritenuto infatti di “dover verificare le esatte cause della morte nonché ogni altro elemento che sia rilevante per la loro ricostruzione”, con particolare riferimento alla sua ricondicibilità “a fattori patogeni quali l’amianto o altre sostanze a cui la vittima sia stata esposta per motivi lavorativi”, il Sostituto Procuratore ha ordinato l’autopsia sulla salma di Trevisan, incaricando quale proprio consulente tecnico medico legale il Prof. Giovanni Cecchetto. Il Ctu inizierà le operazioni peritali a partire dalle ore 9 di sabato 11 aprile, all’obitorio dell’ospedale di Dolo: Studio3A ha messo a disposizione come consulente tecnico medico legale di parte per la famiglia del settantaquattrenne il dottor Arcangelo Di Nino.