Articolo Pubblicato il 5 novembre, 2020 alle 15:41.

La tragedia giusto un anno fa, l’anziana viaggiava sull’auto di un nipote. L’imputato, che ha invaso la corsia opposta, era già stato condannato per guida sotto l’effetto di alcool

Guidava ubriaco, e non era la prima volta, ha invaso la corsia opposta e ha provocato un terribile scontro frontale costato la vita a un’anziana, l’87enne di Montorio al Vomano (Te) Concettina Di Francesco: ora dovrà risponderne davanti a un tribunale. A giusto un anno dalla tragedia, consumatasi il 3 novembre 2019, è stata notificata la fissazione, per il prossimo 10 dicembre, dell’udienza preliminare del processo a carico del teramano Alessandro Di Giacinto, 33 anni, ritenuto l’unico responsabile dell’incidente, accaduto sulla Statale 80 all’altezza della progressiva chilometrica 62+300, nel comune di Montorio: è imputato del reato di omicidio stradale, con le aggravanti, che comportano sensibili aumenti di pena, di averlo commesso ponendosi alla guida in stato di ebbrezza e di aver causato anche lesioni gravi a un’altra persona, ossia il conducente dell’altra vettura coinvolta, un nipote della vittima. La figlia Tiziana e i suoi tre figli, che sono assistiti da Studio3A-Valore S.p.A., si aspettano giustizia.

Come ricostruito dai carabinieri della locale stazione, intervenuti per i rilievi, alle 19 P. M., oggi 36 anni, di Montorio, procedeva per la sua strada lungo la SS 80 in direzione Montorio con una Lancia Musa a bordo della quale trasportava, sul sedile del passeggero anteriore, l’anziana nonna, quando all’improvviso si è trovato di fronte la Nissan Qashqai condotta dall’imputato che, viaggiando nella direzione contraria, verso Teramo, ha improvvisamente invaso la corsia opposta: impossibile evitare il tremendo impatto frontale-laterale tra i due mezzi che, dopo una rotazione antioraria di 180 gradi, hanno finito la loro corsa disponendosi nel senso di marcia opposto a quello originario. Ad avere la peggio la signora Concettina che ha riportato gravi politraumi ed è deceduta un paio d’ore dopo il suo arrivo, in condizioni disperate, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo: se l’è per fortuna cavata invece il nipote, che però ha riportato svariate fratture, facciali e al femore (per una prognosi di oltre trenta giorni), di cui ancora oggi lamenta gravi postumi, mentre Di Giacinto è uscito pressoché illeso.

Il 33enne di Teramo è stato subito iscritto nel registro degli indagati dal Pubblico Ministero della Procura teramana, dott.ssa Enrica Medori, titolare del procedimento penale aperto dopo l’incidente mortale, e non solo per omicidio stradale: agli esami tossicologici a cui è stato sottoposto è risultato positivo all’alcool, con una percentuale nel sangue di 1,90 g/l ben oltre il limite consentito, di 0,5. Si è peraltro appurato che nel 2012 era già stato condannato con rito abbreviato dal Tribunale di Teramo per guida in stato di ebbrezza – violazione commessa nel 2010 – alla pena (sospesa) di due mesi e venti giorni di reclusione e a un’ammenda di 800 euro: una lezione che purtroppo non è servita.

Il Sostituto Procuratore ha affidato una perizia cinematica per la ricostruzione delle cause e le responsabilità del sinistro affidandola all’ing. Marco Calagrossi, che ha concluso inequivocabilmente come l’incidente vada ascritto esclusivamente alla “condotta di guida del Di Giacinto che, in maniera inspiegabile, invade la corsia opposta andando a impattare frontalmente contro la Lancia Musa – scrive il Ctu della Procura nel suo elaborato peritale – Tale condotta trova riscontro nella non conformità di guida al Codice della Strada e in particolare per quanto riguarda la velocità, che non era conforme allo stato dei luoghi”: il manto stradale era bagnato a causa della pioggia battente e per di più si era in un orario tardo serale. “E’ emersa – aggiunge l’ing. Calagrossi – una chiara perdita di controllo del veicolo” su cui potrebbe avere pesantemente influito lo stato sensibilmente “alterato” dell’imputato, mentre il perito non ha riscontrato “alcuna condotta incompatibile con quanto stabilito dal Codice della Strada” da parte del nipote della vittima, risultato peraltro negativo all’alcol test e che ha avuto dunque l’unica “colpa” di essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato.

A conclusione delle indagini preliminari, il magistrato ha così chiesto il rinvio a giudizio per Di Giacinto il quale, come si legge nella richiesta, ha causato la morte di Concettina Di Francesco e il ferimento del giovane nipote “per colpa consistita in imprudenza e in violazione delle norme della disciplina stradale, non adeguando la velocità del mezzo alle condizioni atmosferiche presenti a fronte del manto stradale bagnato per la forte pioggia in atto, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso di 1,90 g/l e invadendo l’opposta corsia di marcia”. In relazione alla richiesta, il Gip del Tribunale di Teramo, dott. Lorenzo Prudenzano, ha pertanto fissato l’udienza preliminare per giovedì 10 dicembre 2020, alle ore 10.30, presso il Palazzo di Giustizia della città. La figlia della vittima Tiziana e i suoi tre figli, che erano legatissimi alla mamma e alla nonna (abitavano anche nello stesso edificio), per essere assistiti, attraverso il consulente personale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e confidano in una pena esemplare.